La produzione biologica è "un settore che ha delle potenzialità ancora inespresse per la nostra agricoltura" secondo il Ministro Catania

tabacco

Il biologico italiano vale, al consumo, circa 3 miliardi di euro.
Con questi numeri il nostro Paese è quarto nella graduatoria europea, dietro Germania, Francia e Regno Unito, e sesto a livello mondiale.

Un mercato che potrebbe anche esplodere in campi inaspettati se le ulteriori ricerche mediche in corso in Israele confermeranno la possibilità di utilizzare la nicotina per la cura di malattie neurologiche ovviamente escludendo dal novero delle possibilità la combustione, ovvero il fumo di sigarette. 
Un utilizzo che presuppone anche colture del tabacco, di cui l’Umbria è importante produttrice, realizzate – appunto – in modo biologico

"Il biologico si conferma un comparto capace di andare in controtendenza e crescere nei momenti di crisi anche nel mercato interno. L’incremento dei consumi del 6% registrato nel primo semestre del 2012 dimostra come gli italiani scelgano sempre di più e con fiducia il prodotto bio.
Si tratta di un settore che ha delle potenzialità ancora inespresse per la nostra agricoltura. Tre famiglie su quattro ormai acquistano prodotti biologici, si tratta di una tendenza sempre più radicata che è entrata nelle abitudini alimentari degli italiani a cui dovremmo rispondere con una maggiore offerta di prodotto nazionale.”

Lo ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania commentando i dati Ismea sul consumo di prodotti biologici in Italia, elaborati in occasione della fiera Sana 2012, Salone internazionale del biologico e del naturale, che si svolgerà dall’8 all’11 settembre 2012  presso la Fiera di Bologna e dove il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali sarà presente, nel padiglione 32, con uno stand istituzionale.

Secondo le rilevazioni dell’Ismea, infatti, per i prodotti biologici il consumo continua a registrare progressi.
L’anno scorso gli acquisti delle famiglie italiane nella Gdo erano cresciuti del 9%. E nel primo semestre 2012 è proseguito il trend positivo in atto da oltre un quinquennio, con un incremento della spesa bio del 6,1% rispetto alla prima metà del 2011
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L’analisi sottolinea poi che i consumi di prodotti biologici sono cresciuti a un tasso più sostenuto negli anni della crisi (+7,8% nella media annua) che in quelli precedenti alla recessione del 2008-2009 (+3%).
Ismea registra anche una crescita del numero delle famiglie acquirenti, calcolando che, nell’ultimo anno, tre famiglie su quattro hanno acquistato almeno un prodotto biologico e che il 70% della spesa sia riconducibile a un gruppo di acquirenti più o meno consolidato.
 

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