Il centrodestra avrebbe preferito che, per aiutare "l'invecchiamento attivo" si puntasse di più sull'aspetto ludico perchè "è dimostrato che invecchiando la testa si allena studiando e facendo viaggi"
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In Umbria gli “over 65” sono aumentati dal 12 per cento del 1971 al 23,1 per cento del 2011 ed oltre centomila ottantenni.
Il tentativo di trasformare quello che è un problema in un’opportunità o quanto meno di evitare/ rallentare la crescita del problema è stato compito dall’’Aula di Palazzo Cesaroni che ha approvato a maggioranza la legge contenente le “Norme a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo”.

In concreto, con 250 mila euro, la Regione programmerà interventi negli ambiti della protezione e della promozione sociale, della formazione permanente, della cultura, del turismo, della prevenzione e del benessere, affinché l’anziano possa vivere da protagonista la longevità.
Previste azioni formative per mettere gli anziani nella situazione di affrontare le criticità connesse alla modernità, come l’uso della Rete informatica, attraverso percorsi formativi volti a ridurre il divario nell’accesso reale alle tecnologie e la disparità nell’acquisizione di risorse e conoscenze.

Il contributo delle persone anziane alla società viene valorizzato attraverso il loro impegno civile nell’associazionismo, nel volontariato o in ruoli di cittadinanza attiva.
Nel prestare attenzione al benessere della persona anziana viene sostenuta la diffusione di corretti stili di vita e l’educazione motoria e fisica.
I Comuni stabiliranno i criteri di affidamento di terreni pubblici, gli orti sociali, nei quali svolgere le attività di giardinaggio, orticoltura e, in generale, la cura dell’ambiente naturale.

Saranno sostenute le attività ricreative e culturali attraverso forme di facilitazioni per l’accesso a cinema, teatro, mostre e musei, alle quali provvederanno Comuni e Terzo settore.

Prima del voto finale, la presidente dell’Esecutivo regionale, Catiuscia Marini, ha sottolineato che la legge in questione “non dà una risposta omnicomprensiva, ma altre mansioni sono ricomprese nel Piano sociale della Regione e, per quanto attiene al benessere degli anziani, sul Piano sanitario.
Inoltre – ha aggiunto – sul provvedimento c’è stata ampia partecipazione e condivisione da parte delle associazioni no profit e di altre iniziative autonome per l’invecchiamento attivo. Quindi nessun dirigismo regionale – ha evidenziato – ma una gestione delle risorse con enti locali e associazioni per gestire al meglio le specificità dei territori con un autentico spirito di sussidiarietà.

E’ una legge che va oltre l’impegno civile – ha aggiunto – perché disciplina l’apprendimento delle nuove tecnologie da parte degli anziani ed il superamento del divario digitale con le giovani generazioni, consentendo l’accesso a servizi fondamentali.
Una risposta non esaustiva – ha concluso – ma di qualità della Regione Umbria su una delle grandi questioni del nostro tempo, l’allungamento della vita ed il permanere più a lungo in buone condizioni fisiche, che giunge nell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale”.

Fiammetta Modena (Pdl), relatrice d’opposizione in Aula, ha motivato la contrarietà del centrodestra al provvedimento con due perplessità: la prima sul percorso dei 250mila euro, “destinati nei fatti – secondo Modena – a specifiche associazioni, quasi fosse una legge fatta ‘a vestito’ per supportare alcune di esse”.
La seconda riguarda la filosofia della legge: “Non è detto che l’anziano, per sentirsi ancora utile, debba essere impiegato esclusivamente nell’impegno civile – ha spiegato la portavoce del Pdl – ma si dovrebbe puntare di più sull’aspetto ludico, anche perché è dimostrato che invecchiando la testa si allena studiando e facendo viaggi. Avremmo puntato di più su questo”.
 

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