L'Umbria, oltre che nell'agroalimentare, è  interessata da progetti di sviluppo di tecnologie innovative in altri tre settori: Chimica verde, Aerospazio e Scienze della vita

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C’è anche il Parco 3A di Pantalla di Todi tra i partecipanti ad uno dei quattro cluster tecnologici nazionali, quello del Agrifood, individuati dal Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca (“Miur”).
Gli altri tre cluster a cui parteciperà l’Umbria, sui nove possibili, sono quelli della Chimica verde, dell’Aerospazio e delle Scienze della vita.

L’avviso del “Miur” fissa al 28 settembre prossimo la scadenza per la presentazione del progetto di cluster, ognuno corredato da 4 progetti di ricerca industriale (con investimento fino a un massimo di 12 milioni di euro), e da una lettera di intenti delle Regioni di riferimento in cui si manifesti l’interesse a sostenere anche finanziariamente attività complementari e funzionali allo sviluppo dei cluster, per la successiva valutazione ed eventuale finanziamento attraverso Accordi di programma tra il “Miur” e le Regioni interessate.

L’assessore regionale Riommi si è soffermato in particolare sul cluster della chimica verde, che coinvolge importanti imprese che operano sul territorio, i Poli di innovazione dei materiali speciali e della genomica, Università di Perugia e Assindustria Terni “con un risultato più ampio delle attese che avvalora la scelta della ‘green economy’ come uno degli assi portanti delle politiche di sviluppo regionali.
L’area di Terni – ha detto – potrebbe divenire centro di riferimento nazionale della chimica verde dei materiali, con un’ulteriore qualificazione del Polo chimico ternano”.            

Di altrettanto rilievo strategico per l’Umbria le aree tematiche dell’Aerospazio e delle Scienze della vita, nelle quali – ha ricordato Riommi – l’Umbria è in grado di concorrere con le esperienze già maturate da gruppi di imprese e centri qualificati di ricerca.

L’assessore alle Politiche agricole Fernanda Cecchini ha sottolineato la “capacità del mondo agricolo di raccogliere la sfida a far sistema, valorizzando l’eccellenza e la qualità delle produzioni agroalimentari.
Una sfida
– ha spiegato – che nel caso della costituzione del cluster Agrifood è stata raccolta da alcune delle imprese umbre più importanti, con l’interesse a partecipare manifestato anche dalla multinazionale Nestlè, le quali hanno messo a punto un progetto nell’ambito della nutrizione e salute, insieme alle Università di Perugia e Camerino e altri partner scientifici, tra cui il Parco 3A”.

Una capacità di innovare riconosciuta anche da Federalimentare, che insieme al consorzio Aster, fa parte dell’organismo di coordinamento del cluster Agrifood – ha detto l’assessore Cecchini – e che la Regione sostiene attraverso una delle misure del Programma di sviluppo rurale, la 124, con oltre 19 milioni di euro destinati alle innovazioni di processo e di prodotto”.
  
In allegato schede cluster tecnologici nazionali della regione Umbria
 

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