Ci sono voluti probabilmente episodi tragici per smuovere il Ministero, ma poi la questione di una maggiore diffusione dei defibrillatori s’è incamminata velocemente sulla strada tracciata tanti anni fa dal progetto “Orvieto città cardioprotetta” che ha fatto da apripista.
Di conseguenza sarà probabilmente risolto il problema che era stato evidenziato tempo fa nel Centro di Salute di Todi dove si registrava la presenza di un solo defibrillatore, che faceva la spola tra gli ambulatori dei prelievi e la guardia medica
Ora, infatti, arriva alla Regione Umbria la somma di 59 mila 570 euro quale quota del finanziamento ministeriale che viene trasferita dalla Regione Umbria alle singole Aziende Sanitarie Locali, per l’acquisto di nuovi defibrillatori.
Con tale cifra, grosso modo ci si potrebbero comprare circa 50 apparecchi portatili, ma saranno sicuramente meno perché ci sono altre spese da affrontare
In seguito alla deliberazione regionale all’Asl n.1 andranno 8 mila 881,75, all’Asl n.2 24 mila 698,37, all’Asl n.3 10mila724,54, all’Asl n.4, 15 mila 265,34:
“Le quote così ripartite – ha precisato l’assessore Tomassoni – debbono essere finalizzate e vincolate esclusivamente all’acquisto dei defibrillatori, con priorità per i Centri di Salute dell’Umbria, che attualmente ne sono sguarniti.
Ovviamente, le somme saranno impiegate anche per la manutenzione degli strumenti acquistati e di quelli preesistenti, nonché per la formazione del primo gruppo di personale non medico dipendente del Sistema Sanitario regionale o all’aggiornamento del personale abilitato all’uso della strumentazione.
Inoltre – ha aggiunto l’assessore – della spesa di tali quote dello stanziamento ministeriale dovrà essere data apposita rendicontazione come presupposto indispensabile per l’erogazione delle ‘tranche’ successive”.
L’assessore Tomassoni ha quindi precisato che “è a totale discrezione delle singole Aziende Sanitarie locali decidere il quantitativo e la collocazione dei defibrillatori da acquistare in questa prima fase, in base agli indicatori che provengono dal proprio territorio di competenza ed al numero dei soggetti da formare”.
In un primo momento la formazione e l’aggiornamento saranno indirizzati prevalentemente al personale non medico delle strutture del Servizio Sanitario Regionale, con particolare riferimento al personale dei Centri di Salute.
E’ prevista anche una fase successiva che prevede un’ampia e diffusa informazione diretta a tutta la popolazione regionale sull’implementazione di defibrillatori sul territorio, gestiti da enti pubblici e privati che intendano metterli a disposizione della cosiddetta “catena della sopravvivenza”, curata dalle Centrali Operative 118, gestita dalle Centrali Operative 118 e dal Sistema della Emergenza-Urgenza.








