Il prof Paolo Frongia, segretario del circolo Sel è neo- membro del consiglio di amministrazione dell'Etab
campo-fotovo2

SEL – Sinistra Ecologia e Libertà si pone a difesa dei beni comuni, con un analisi oggettiva della questione del fotovoltaico, al di là di inopportune strumentalizzazioni politiche.
La tecnologia fotovoltaica è un’energia sufficientemente "pulita", sia pure con alcune criticità dovute agli alti costi di installazione e ai bassi rendimenti energetici.
Nella scelta dei siti di collocazione degli impianti dovrebbe prevalere il principio di parità tra economicità e rispetto dell’ambiente: "ricostruire l’esistente piuttosto che costruire su nuovi terreni". Installare pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici industriali o commerciali è una scelta funzionale che certo non peggiora la già orripilante architettura industriale, mentre salvaguarda l’ambiente dall’inquinamento visivo e dalla distruzione del paesaggio provocati dagli impianti a terra.

Nella pianificazione territoriale degli impianti fotovoltaici, opportune valutazioni tecnologiche e scientifiche garantiscono l’economicità/efficacia degli impianti e il rispetto dell’ambiente:
•Recenti studi circa l’innovazione e lo sviluppo sostenibile, valutano in 5.000 MJ l’ energia necessaria per produrre un pannello di 1 metro quadro. Lo stesso pannello impiega 4,5 anni al nord, o 3 anni nelle zone più a sud, per "restituire" i circa 5.000 MJ di energia che ha assorbito per la sua costruzione! Il dato fornisce la misura dei costi e dei lunghi tempi di ammortamento degli impianti fotovoltaici (25/30 anni) e spiega come la convenienza economica sia assicurata solo dai previsti incentivi economici.
•La ricerca tecnologica per l’innovazione dei pannelli fotovoltaici è in rapida evoluzione e prevede, per l’immediato futuro, nuovi moduli a film sottilissimi di strati di semiconduttore e celle di nuova generazione (CdTe -tellururo di cadmio, ecc.). E’ ragionevole ipotizzare che, tra pochi anni, le nuove tecnologie renderanno obsoleti e inservibili i pannelli oggi utilizzati. Come smaltirli?
•Il problema dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici non è stato ancora affrontato. Se oggi è possibile il riciclaggio di alcuni elementi costituenti i pannelli, ciò non sarà più possibile quando gli elementi saranno tecnologicamente diversi.
In quale discarica finiranno i vecchi pannelli solari? Unico dato certo: nel 2008 sono stati smaltiti in Europa 4.000 tonnellate di pannelli fotovoltaici; tra 5/8 anni le tonnellate da smaltiresaranno ben 40.000 ( "Renewable Energy World Magazine").

Nell’eventualità di un impianto fotovoltaico sui terreni dell’Etab a Pantalla, oltre all’ inquinamento visivo, è da valutare negativamente la lunga durata dei "diritti di superficie" concessi dall’Etab ( 20 anni): una pesante cambiale per il territorio e per il futuro smaltimento dell’ impianto.
Inoltre, mentre sarebbe a danno della comunità il significativo inquinamento paesaggistico, l’eventuale vantaggio economico non andrebbe certamente a favore dei cittadini.
L’ETAB – La Consolazione, com’è noto, amministra un patrimonio i cui cespiti sono devoluti a favore dei cittadini in condizione di fragilità e disagio.
E’ immaginabile che tali obiettivi possano essere "probamente" raggiunti se si quantifica solo l’ aspetto economico senza confrontarlo con il contesto più generale degli interessi della collettività?
Occorre che gli Enti, di concerto con le istituzioni, agiscano sinergicamente nell’ambito di un unico "disegno" che abbia come fine la rinascita economica e culturale dell’intera città; al di fuori di una strategia comune non ci sarà vantaggio per nessuno, tanto meno per le persone più deboli.
In definitiva riteniamo che l’eventuale cessione del terreno dell’ETAB, finalizzata all’istallazione di un impianto fotovoltaico e avallata dalla precedente Amministrazione, sia una scelta inopportuna che contrasta con gli interessi della collettività. Interessi che vanno attentamente valutati anche per l’ effettiva proficua amministrazione dei beni dell’Ente.

condividi su: