I sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, da tempo, stanno tentando di mettersi in contatto con l’imprenditore del Podere Le Vaglie – stabilimento di Marsciano considerato che, nonostante i solleciti sia scritti che telefonici, non hanno avuto alcuna risposta.
“Questo alla luce del fatto che quando l’imprenditore ha rilevato la struttura di imbottigliamento del vino –fanno sapere i sindacati- sia i lavoratori che le organizzazioni sindacali si sono adoperati per dare tutto il massimo sostegno per il rilancio della struttura, l’atteggiamento non può che essere considerato inaccettabile.
Con il passare dei giorni – hanno spiegato- le preoccupazioni e l’indignazione dei lavoratori e del sindacato aumentano: il periodo di cassa integrazione sta giungendo al termine. Oggi, nello specifico, era previsto un incontro presso l’Assindustria di Terni per valutare le iniziative da assumere per il futuro dell’azienda, ma solo nella tarda serata di ieri è stato comunicato al sindacato -tramite l’ associazione datoriale di riferimento- che l’imprenditore era impossibilitato ancora una volta a confrontarsi con il sindacato”.
Ad aggravare la situazione è l’assenza dell’imprenditore all’incontro promosso dal primo cittadino marscianese la scorsa settimana.
“Anche in quel caso –è stato commentato dai sindacati- l’imprenditore era troppo impegnato. Il sindacato si chiede se l’imprenditore, tra i tanti impegni, troverà cinque minuti per confrontarsi con il sindacato”.
La situazione non è più sostenibile in quanto i lavoratori lamentano il pagamento della mensilità di luglio, parte di agosto e la relativa cassa integrazione. “Ad oggi –hanno sottolineato i sindacati- i lavoratori non hanno percepito quanto gli spettava e la situazione sta mettendo a dura prova i lavoratori e in difficoltà le rispettive famiglie.
I lavoratori, inoltre, vedono fortemente compromesso il proprio futuro in quanto non riescono ad avere alcuna certezza.
Parafrasando la cultura popolare “se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto” e quindi nei prossimi giorni se non ci saranno novità ci vedremo costretti ad assumere iniziative davanti ai cancelli della proprietà di Orvieto, dove l’imprenditore svolge parte della sua attività, per appellarci al suo senso di responsabilità”.












