Più alberi e niente auto dopo la conclusione del progetto di riqualificazione del centro storico, chiede l'associazione ambientalista
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Le città in pianura hanno un grande vantaggio, ovvio, non ci sono salite ed allora la gente si può muovere agevolmente a piedi.
L’unico problema per eliminare le auto da centri storici che si possono attraversare tutti in dieci minuti è il trasporto di pesi per merci da vario generi acquistati nei negozi del centro: “se non ho l’auto come faccio a portare a casa la spesa?”

Un problema forse risolvibile con un po’ di fantasia: basta fare come fanno i super-ipermercati dove nei parcheggi che solitamente li circondano ci sono carrelli, per portare la spesa, da prelevare e ricollocare dopo l’uso.
Un centro storico, potrebbe quindi considerarsi un grande centro commerciale con aree intorno destinate ai parcheggi.

Un’opportunità per sperimentare una tale soluzione si presenta a Marsciano
, città che non è nuova ad accettare sfide.
Ed una sfida su questo campo, la lancia, al Sindaco, Legambiente Umbria: “Se vuoi veramente che il cuore della città abbia nuovo valore, dovresti avere il coraggio e la determinazione di dare veramente un segnale di discontinuità, magari cominciando con il verificare con i progettisti la possibilità di salvare qualche altro tiglio, ma soprattutto, una volta riqualifico il centro storico, liberarlo completamente dalle auto, sia da quelle parcheggiate che da quelle in transito, solo così riuscirai veramente a riconsegnare ai tuoi concittadini spazi di aggregazione e socializzazione veramente vivibili e belli.
Ed è vero, come dici, migliore il cuore, migliore tutto il resto …soprattutto se è libero dalle macchine e con qualche albero in più, aggiungiamo noi! “

L’occasione per il lancio del guanto di sfida, Legambiente perché le sono arrivate “diverse mail di cittadini allarmati perché il nuovo progetto di riqualificazione di Viale della Vittoria a Marsciano prevede che siano abbattuti 8 tigli che evidentemente sono considerati da una parte della comunità marscianese degni di attenzione, sia per motivi ambientali, sia affettivi, sia perché ormai caratteristici di quel contesto urbano.
Non stiamo qui a valutare la qualità del progetto di riqualificazione della piazza, dice l’organizzazione ambientalista, non lo conosciamo a sufficienza e ormai non ci pare ci siano più gli spazi per intervenire facendo proposte alternative.

Però, tirati in causa da molti cittadini, ci preme evidenziare come spesso i tecnici e anche gli amministratori, in questo come in altri progetti in giro per l’Umbria, poco si preoccupano di conservare le alberature storiche o moderne che siano e questo sta trasformando radicalmente e non sempre in modo positivo il nostro territorio, il nostro paesaggio e i nostri centri storici.
Se facciamo una semplice analisi costi/benefici, quando si decide di abbattere un albero – a meno che non sia gravemente danneggiato con il rischio di mettere in pericolo l’incolumità pubblica – il bilancio è sempre negativo, anche quando poi sarà sostituito con un nuovo alberello.

E questo soprattutto perché gli alberi hanno un grande valore simbolico, a cominciare da quello della vita e della rigenerazione, tanto che anche tu – rivolgendosi al Sindaco – hai ricordato in questi giorni e più di una volta, che a Marsciano c’è la tradizione bella e consolidata di piantare un albero per ogni bambino nato.
Gli alberi poi hanno un forte valore identitario e affettivo, basta vedere i tanti i toponimi che nella nostra regione, così come nel resto d’Italia, prendono nome dagli alberi, e anche nel comune di Marsciano c’è Cerqueto, Cerro, Olmeto, ecc.

Ci ha colpito molto leggere che i lavori di riqualificazione del Puc2 sono stati progettati pensando ad una diversa concezione dello spazio pubblico con l’obiettivo di restituire ai cittadini luoghi più vivibili, fruibili e più belli, tanto che lo slogan che l’amministrazione ha usato per lanciare il progetto è stato "diamo nuovo valore al cuore della città". “
Da qui la sfida

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