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Un particolare grazie della Presidente della Regione  alla prova di grande solidarietà e senso civico, che è proprio degli umbri, degli oltre 150 giovani studenti di Orvieto che stanno aiutando a spalare il fango
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“La situazione è tuttora molto critica – ha detto oggi Catiuscia Marini e siamo ancora impegnati nella fase dell’emergenza, soprattutto nei comprensori dell’Orvietano e del Marscianese, ed in alcune località dei comuni di Todi e Città della Pieve”.
In queste ore la Regione, le Province ed i Comuni interessati sono impegnati anche in una capillare verifica dei danni al fine di definire quanto prima una stima del fabbisogno finanziario che sarà immediatamente trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri affinché il Governo possa avere utili elementi di conoscenza della gravità della situazione

La presidente Marini ha quindi voluto rivolgere un “sincero e profondo ringraziamento” a tutti quelli che in questi giorni – ed ancora in queste ore – si sono adoperati in soccorso delle popolazioni colpite, dalle forze dell’ordine – a cominciare dal corpo dei Vigili del fuoco in primo luogo -, alle strutture di Protezione civile di Regione, Province e Comuni, alle centinaia di volontari ed agli stessi cittadini che sin dalle prime ore si sono autonomamente attivati “dando prova di grande solidarietà e senso civico che è proprio degli umbri, come hanno dimostrato gli oltre 150 giovani studenti di Orvieto che stanno aiutando a spalare il fango ai quali – ha detto la presidente – voglio inviare un particolare grazie”.

Comunque “La Regione Umbria si accinge a richiedere al Governo il riconoscimento di stato di emergenza, con l’auspicio che l’esecutivo nazionale ed il Parlamento non lascino soli, in un momento di gravissima difficoltà delle nostre comunità, la Regione e i Comuni, impegnati in prima linea a far fronte alle conseguenze di una eccezionale calamita naturale”.
“Voglio augurarmi – ha quindi ribadito la presidente – che Governo e Parlamento affianchino le autorità locali, attualmente impegnate nella gestione dell’emergenza, e successivamente nell’adeguato sostegno per gli interventi di ripristino delle condizioni di normalità per il sistema economico nel suo complesso e per i cittadini, oltre che di messa in sicurezza dei territori interessati.

Perché ciò sia possibile è assolutamente necessario che il Governo riconosca lo stato di emergenza e si adotti successivamente una norma di legge, con adeguata copertura finanziaria, affinché si possano realizzare tutti gli interventi utili al ritorno alla normalità ed alla ripresa economica”.
La presidente Marini ha inoltre sottolineato come sia “davvero sorprendente che non ci sia più oggi un fondo per le calamità naturali e si siano lasciate soli Regioni, Province e Comuni a fronteggiare situazioni di assoluta gravita per cittadini e imprese.
Questa vicenda mette infatti in evidenza come sia inadeguata e carente la riforma del sistema di Protezione civile sancita con la legge ‘100’.
Avrebbe fatto bene il Parlamento – ha aggiunto – ad ascoltare le osservazioni ed i suggerimenti che a suo tempo sia le Regioni, sia il complesso delle autonomie locali – e la stessa Protezione civile nazionale – avevano avanzato con forza”.

“Come Regione – ha affermato la presidente – siamo impegnati a valutare tutti gli strumenti attivabili per poter comunque mettere in atto iniziative utili alla ripresa della normalità, fermo restando la necessità di una norma di legge nazionale.
Necessità che rappresenteremo come Regioni anche alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nella audizione che avremo il prossimo 21 novembre.
In questa sede – ha proseguito Marini – ribadiremo altresì la necessità di una minore rigidità dei vincoli stabiliti dal patto di stabilità, soprattutto per quanto riguarda gli interventi per la mitigazione e riduzione del rischio idrogeologico. Tema che dovrebbe essere posto quale impegno prioritario per il Paese dall’’agenda’ di Governo”.

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