Entro oggi, ad una settimana dal verificarsi dell’evento, si conoscerà l’ammontare dei danni causati dall’alluvione al territorio del comune di Todi. Per quanto riguarda le infrastrutture pubbliche (principalmente strade, fognature, ecc) circolano già le prime cifre, che si vanno attestando sui 6 milioni di euro.
Un importo che dà già da solo la dimensione dell’ondata eccezionale che ha colpito il territorio, ma che è destinato purtroppo a salire in modo considerevole con la quantificazione dei danni subìti dai privati e dalle imprese.
La zona di Pian di San Martino è stata toccata in modo pesantissimo dall’esondazione del fiume Tevere, con l’acqua che ha raggiunto livelli che non si ricordano a memoria d’uomo, con l’acqua che ha raggiunto il centro abitato come già avvenne nel 1937. Danni e disagi anche a Pian di Porto e Ponterio, dove la situazione è tornata più rapidamente alla normalità.
Il maltempo che ha spazzato e messo in ginocchio gran parte del Paese e della regione (basti pensare alla chiusura dell’A1) a Todi non ha, per fortuna, causato vittime o ferimenti alle persone.
La gestione dell’emergenza, d’altra parte, è stata finalizzata alla salvaguardia delle vite umane, come è stato sottolineato dall’Amministrazione comunale, da parte della quale viene espressa solidarietà ai concittadini colpiti e garantito il massimo impegno per il riconoscimento dei danni ed il ritorno alla normalità, ma anche per una messa in sicurezza del territorio in grado di prevenire o comunque contenere la portata di simili eventi.
Con la richiesta dello stato di emergenza già partita, inizia ora la pressione per ottenere stanziamenti adeguati, non potendo essere sufficienti i primi 250 milioni di euro previsti dal Parlamento nell’immediatezza del disastro.
In via ordinaria, intanto, l’Amministrazione ha messo al primo punto la realizzazione di opere di difesa e protezione dell’abitato di Pian di San Martino per circa 500 mila euro, nell’ambito di un programma di mitigazione del rischio idraulico e del dissesto idrogeologico, con una rimodulazione del piano di assetto idrogeologico.
Nel contesto di una comunicazione alla stampa sullo stato dell’emergenza, il Sindaco Rossini ha voluto ringraziare i tanti soggetti che si è trovato a coordinare e che sono intervenuti per fronteggiare la situazione eccezionale: Protezione Civile, carabinieri, polizia, guardia di finanza, corpo forestale, vigili del fuoco, polizia provinciale, Consorzio Tevere_Nera, Croce rossa, Gesenu, Umbra Acque, Enel, Scout, carabinieri in congedo, senza ovviamente dimenticare Prefettura, Regione e Provincia ma, soprattutto, anche i tanti volontari che si sono prontamente rimboccati le maniche.
Non sono mancate, come ovunque in Italia, le polemiche sulla tempestività e adeguatezza dei soccorsi. Da parte dell’Amministrazione viene respinta senza mezzi termini l’ipotesi di una sottovalutazione dell’evento, sottolineando le priorità che sono state fronteggiate con i modesti mezzi a disposizione sul fronte della viabilità, del presidio delle zone di rischio, degli sgomberi, del piano di accoglienza, dei rientri abitativi e dei primi interventi di sistemazione e ripristino.
Il messaggio con il quale il Sindaco Rossini ha chiuso la conferenza stampa è stato tutto improntato sulla necessità di tenere anche in questa occasione unita la città nella difficoltà causata da un evento dalla natura eccezionale.








