L’obiettivo generale di questo progetto, chiamato Desertec, è quello di istallare tecnologie delle energie rinnovabili, come l’energia solare a concentrazione e impianti in luoghi ricchi di sole, come il deserto del Sahara, e l’uso di cavi sottomarini ad alta tensione in corrente continua per trasmetterla in Europa .
Desertec sarebbe anche alla ricerca di progetti simili in Asia ed Angelantoni ha stretto importanti accordi col Giappone, mentre anche in Cina ci sarebbero interessamenti concreti alla tecnologia.
Come noto, Siemens, che ha sciolto il legame con Angelantoni, ha recentemente annunciato che sta concentrandosi sulla tecnologia eolica e idroelettrica, e questo potrebbe essere stato un fattore che ha influito sulla sua decisione di ritirarsi dalla Desertec.
Ma dubbi circolano pel fatto che le due tecnologie, salvo l’eolico d’alta quota tipo kite gen, sembrano abbastanza datate e non suscettibili di importanti sviluppi, se non in termini quatitativi con i mastodontici campi eolici nei mari del nord
Tuttavia è più di un sospetto che l’azienda tedesca sia impegnata anche nello sviluppo dell’hot cat di Rossi.
Peraltro non è escluso che sia in corso una battaglia di informazione-disinformazione ad ampio spettro tra i grandi gruppi che puntano al mercato dell’energia rinnovabile perché, anche se fosse vero della marcia indietro spagnola (questione di soldi che non ci sono), i governi di Germania, Francia, Italia e Marocco che avrebbero dovuto firmare quello stesso impegno su cui la Spagna ha glissato non hanno fatto conoscere di aver cambiato idea per la costruzione di una centrale solare da 600 milioni di euro in Marocco e per la definizione delle regole che dovranno governare l’importazione dell’energia rinnovabile in Europa.
La Spagna gioca comunque un ruolo essenziale, che potrebbe anche essere solo passivo, perché dovrebbe ospitare le linee di trasmissione che collegano il Nord Africa (Marocco) al resto dell’Europa












