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La stima è stata esposta dalla Presidente della Regione nel corso dell'audizione alla Commissione Ambiente della Camera: 70 milioni di euro i danneggiamenti alle attività e ai privita cittadini
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I danni subìti dall’Umbria a causa degli eventi alluvionali, secondo la stima rappresentata dalla Presidente della Regione Marini alla Commissione Ambiente della Camera, sono stati individuati in oltre 220 milioni di euro, 70 dei quali riferiti a quelli delle attività economiche ed agricole e dei privati cittadini”.
“Abbiamo stimato – ha detto la Marini – in circa 38 milioni il costo per il ripristino delle infrastrutture al servizio del sistema economico, indispensabili per consentire il rientro alla normalità, sia per le imprese che per i cittadini dei territori interessati dalle alluvioni. È di circa 37 milioni di euro, invece, il costo stimato per gli interventi necessari ad evitare ulteriori situazioni di pericolo o maggiori danni, mentre circa 35 milioni di euro serviranno per gli interventi di ripristino delle sponde e dei corsi d’acqua a carico di Province e Consorzi di Bonifica”.
“Ho sottolineato – prosegue la presidente – come sia fondamentale che il Governo riconosca formalmente lo stato di emergenza da noi richiesto e affidi poteri speciali ai Presidenti di Regione perché è assolutamente necessario intervenire con la massima urgenza, soprattutto per consentire alle tante imprese di riprendere la normale attività ed al tempo stesso mettere in sicurezza il territorio per la tutela prima di tutto della pubblica incolumità”.
Le precipitazioni che hanno interessato l’Umbria “hanno avuto un carattere di straordinaria eccezionalità. In un solo giorno – ha ricordato la presidente nel corso dell’audizione – la portata del Tevere è stata di oltre ottocento milioni di metri cubi, pari a due volte la capienza attuale del lago Trasimeno. Nonostante ciò, il sistema di protezione civile è riuscito a gestire con efficacia l’emergenza, sopratutto per ciò che riguarda la incolumità dei cittadini”.
Quanto accaduto, “conferma la necessità di proseguire negli interventi relativi alla mitigazione e riduzione del rischio idrogeologico, perché ben altri sarebbero stati, e probabilmente ancor più disastrosi, gli effetti di queste alluvioni se in questi anni non si fosse provveduto a realizzare opere di difesa idraulica sul Tevere. Per ciò al Ministro dell’ambiente Corrado Clini, come già evidenziato dall’assessore Rometti nell’incontro di ieri, abbiamo chiesto sia una rimodulazione dell’Accordo di programma sia che gli tutti gli interventi di messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico da parte di Regione, Province e Comuni vengano esonerati dai vincoli posti dal Patto di Stabilita interna”. 

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