I cittadini, per voce dei propri rappresentanti, nell'incontro tenutosi con l'Amministrazione comunale di Todi, hanno avanzato delle proposte concrete
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Come sempre in Italia c’è chi apprezza e chi critica.
Stavolta il  tema è l’alluvione in quel di Pian di San Martino, una frazione abitata che merita giustamente di essere difesa dalle acque del Tevere ma con giudizio, senza cedere alle tentazioni interessate di chi vorrebbe imbrigliare il fiume in inutili costosi argini.
Inutili perché da un lato sposterebbero gli effetti della piena del fiume in zone forse più pericolose: Ponte Cuti e Pantalla, inutili anche perché con il progressivo interramento del bacino di Corbara le cose comunque non  potranno andare per il meglio.

A meno che non voglia e si riesca ad affogare Roma ma anche Orte, Orvieto ecc, il Tevere, in presenza di precipitazioni sempre più concentrate ed intense ha bisogno di aree di espansione non abitate che, in quanto sottoposte al rischio di danno, dovrebbero avere un trattamento fiscale e di ristoro adeguato.
Difendere dalle acque la frazione abitata di Pian di San Martino
, poi non dovrebbe essere un problema, vista la presenza di un rilevato stradale sufficientemente alto che basterebbe consolidare chiudendo gli attuali passaggi a raso della pianura.

Una cosa è comunque certa: la difesa dal fiume non piò essere affidata solo ad opere una tantum, ma richiede una costante opera di manutenzione, nonché la consapevolezza che le infrastrutture fondamentali devono essere realizzate in zone protette.

E’ questo che tra l’altro evidenzia e il comitato per la Salvaguardia del Territorio di Pian di San Martino, che” mostra apprezzamento per la vicinanza e per le azioni di rappresentanza nei confronti di Regione e Governo svolta dell’Amministrazione Comunale di Todi.
I cittadini, per voce dei propri rappresentanti, nell’incontro tenutosi martedí scorso con l’Amministrazione, hanno avanzato delle proposte concrete che, peraltro, sono molto simili a quelle che ha attuato il comune di Orvieto per gli alluvionati.

In particolare riteniamo possibile e doveroso valutare uno stanziamento diretto da parte del Comune di Todi di fondi, in base alle proprie disponibilità, per un primo sostegno economico alla popolazione (il Comune di Orvieto ha stanziato 1 milione di euro), la sospensione delle tasse comunali ed un’intermediazione con gli istituti di credito per la sospensione dei mutui in essere e accesso agevolato al nuovo credito.

Nell’incontro, inoltre, è stato chiesto che l’Amministrazione si attivi con la società Enel perché sia progettato e urgentemente effettuato lo spostamento del trasformatore che alimenta la frazione e che, realizzato a pochi centimetri da terra in zona esondabile, ha determinato la mancanza di corrente per più di 24 ore nella quasi totalità del paese.
Attendiamo fiduciosi nei prossimi giorni delle risposte che vadano incontro alle nostre aspettative.
Confermiamo la massima collaborazione all’Amministrazione comunale, che ha condiviso la priorità di riparare fossi e forme ostruite ed argini strappati al fine di evitare nuovi danneggiamenti in caso di maltempo anche lieve; ritenendo giusto e ormai non più prescindibile lavorare insieme per risolvere i problemi attuali e futuri della frazione.
Abbiamo apprezzato gli impegni presi da parte della Regione, rappresentata dal Consigliere Buconi, di rendere sicura e finalmente non esondabile la zona di Pian di San Martino; anche se avremmo preferito arrivare a questo risultato già da qualche anno. In tal senso ricordiamo che la popolazione fin dal 2004 aveva ripetutamente messo in evidenza alle istituzioni lo stato di criticità della zona.
Comunque, il Comitato, dando voce alla popolazione alluvionata, seguirà da vicino l’operato delle Istituzioni tutte e si impegnerà per far luce su ogni eventuale e possibile responsabilità.”

Intanto a livello regionale le prime azioni possibili, a favore degli imprenditori che hanno subito danni a seguito dei recenti eventi alluvionali, sono state al centro di un incontro con gli Istituti bancari e i Confidi Regionali, organizzato dall’Assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Riommi.
La Regione Umbria tramite Gepafin S.p.A, ha affermato l’assessore Riommi, ha comunicato la disponibilità degli strumenti di garanzia e di ingegneria finanziaria di Ati Prisma 2 che utilizzano i fondi comunitari, del fondo Europeo di sviluppo regionale. Stiamo tutti lavorando, ha sottolineato l’assessore, per consentire una rapida ripresa delle attività produttive, pur in assenza a tutt’oggi di strumenti e risorse Nazionali legate allo stato di calamità.
Per martedì prossimo, 27 novembre, ha concluso Riommi, abbiamo convocato un incontro di coordinamento con le Camere di Commercio di Perugia e Terni, le Amministrazione Provinciali ed i Comuni interessati per individuare ulteriori strumenti operativi da poter mettere  a disposizione delle Imprese danneggiate”. 
 

Il Comitato Civico Aria Nuova per Todi, da parte sua, in persona del consigliere comunale Claudio Serafini ha affermato che nulla è scaturito relativamente alla responsabilità di chi fra le amministrazioni avrebbe dovuto avvertire di fronte al pericolo di esondazione del Tevere, “una litania del sindaco Rossini, dell’architetto della Regione Umbria Zurli e del consigliere oratore-pacificatore Massimo Buconi che non manca mai di fronte a iniziative dell’amministrazione tuderte, quasi fosse il maggiordomo di fiducia del primo cittadino tuderte.”
Secondo Serafini alle ore 18:23 del giorno 12/11/2012 il Servizio  Difesa e Gestione Idraulica della Provincia di Perugia ha inviato al Comune di Todi 2012  un fax per  comunicazioni  di  emergenza  per  ondata  di  piena  prevista  per la mattina.
“Nulla di strano fino a qui, purtroppo usiamo sempre il condizionale, non sembrerebbe esserci stato nessun tipo di avviso verso la cittadinanza da parte degli organismi competenti comunali, quel che è certo che i cittadini di Pian di San Martino e Pantalla coinvolti avrebbero di certo potuto mettere in salvo per lo meno oggetti più affettivamente ed economicamente importanti.”
 

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