La notizia è un pessimo segnale sia sul versante sanitario ma anche su quello più generale della volontà da parte delle giovani generazioni di avere e portare avanti un ideale in questi tempi difficili in cui tutti pensano prioritariamente a "salvare se stessi".
Attraverso il lavoro delle tante volontarie con la vendita di piante in giro le feste paesane nell’estate del 1996 e con l’aiuto prezioso di alcune aziende, in 6 mesi raccogliemmo i 100milioni di lire necessari all’acquisto della macchina, che consegnammo all’ospedale nel gennaio del 1997.
Da allora non ci siamo più fermate e grazie al volontariato siamo riuscite nel tempo a raccogliere le risorse che ci hanno permesso di portare avanti molte iniziative e progetti dedicati in particolare alle donne malate di tumore, come l’attivazione di assistenza fisioterapica e psicologica.
Sono inoltre state acquistate altre attrezzature quali un defibrillatore e lettini per la preparazione al parto.
È stata inoltre fatta anche molta attività informativa per sostenere la prevenzione”.
Da qualche tempo l’Associazione si trova a fare i conti con la difficoltà di un ricambio generazionale con il quale ridare slancio alle attività e da qui la decisione di scioglimento.
A ricevere i contributi sono stati il Centro Speranza di Fratta Todina, il Comitato Aucc di Marsciano, la Misericordia, l’Avis e la Caritas.
Nel rammaricarsi per l’impossibilità dell’Associazione di portare avanti la propria attività l’Assessore Bonomi ha ricordato il grande lavoro svolto e l’importanza di questa donazione. “Con questo gesto di solidarietà – afferma Valentina Bonomi – l’Associazione Voglia di vivere continuerà a vivere nelle attività di queste altre organizzazioni. È stato portato avanti un impegno che ha dato i suoi frutti fornendo a tanti malati sia un aiuto pratico che psicologico. Ringraziamo quindi Voglia di vivere per quanto fatto nella certezza che questo suo ultimo gesto di generosità possa far crescere nuovi progetti e iniziative a tutto vantaggio della nostra comunità e della sua capacità di sostenere la rete socio assistenziale”.









