Sostanzialmente le condizioni climatiche caratterizzate da caldo e siccità nel Centro iItalia hanno avuto gravi conseguenze solo in Umbria
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La previsione, formulata da Ismea in collaborazione con Aifo, Cno e Unaprol attesta il nuovo dato produttivo dell’olio in Italia al di sotto dei 4,8 milioni quintali, in calo del 12% rispetto ai cinque milioni e mezzo della scorsa annata.

Pesante il bilancio delle perdite in Umbria (-35%), a fronte di un andamento positivo nelle Marche, dove si prevede un più 15%, una Toscana stabile ed un lazio che contiene le perdite al 3%.

Il risultato negativo – spiega l’Ismea – riflette le conseguenze di un andamento climatico particolarmente avverso, caratterizzato da una prolungata assenza di precipitazioni e da temperature elevate che hanno condizionato soprattutto la fruttificazione.
A limitare i danni sono state solo le piogge di inizio settembre.

Quanto al mercato, sottolinea l’Ismea, dopo l’iniziale impennata dei prezzi nel trimestre estivo come reazione agli annunci della flessione produttiva in Spagna, con l’entrata in produzione del prodotto nuovo si è assistito, invece, ad un raffreddamento dei listini sia sul fronte nazionale sia su quello estero

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