Nonostante la Spagna, che al momento esporta energia in Africa, abbia negato il suo finanziamento e due importanti gruppi industriali tedeschi si siano ritirati dal progetto Desertec, il Marocco è seriamente intenzionato a proseguire da solo nella costruzione di centrali elettriche con l’obiettivo, se non altro, di diventare autosufficiente dal punto di vista energetico sfruttando l’irraggiamento solare con impianti a concentrazione.
Questa potrebbe essere una buona notizia anche per l’Archimede Solar del gruppo Angelantoni di Massa Martana.
L’Agenzia marocchina per l’energia solare (Masen) si è assicurata, infatti, 380 milioni dollari per un impianto CSP da 160 MW.
A fornire i finanziamenti la Banca europea per gli investimenti, l’Agenzia francese per lo sviluppo e la KfW tedesca, in aggiunta al supporto esistente della Banca Mondiale, l’Unione Europea e la Banca africana di sviluppo,
Tale cifra, anche se non copre il costo dell’intero progetto di un impianto di 160 MW CSP nel sud del Marocco, consentirà a Masen di proseguire dopo che ha già stipulato un contratto con una società saudita per supervisionare il progetto.
Ma anche in altri paesi del medio oriente l’idea di Desertec si consolida.
Il governo saudita di Riyadh ha annunciato ufficialmente che intende investire 100 miliardi di dollari in fonti alternative di energia – in particolare nel solare.
Il capo della International Renewable Energy, Adnan Amin, ha recentemente dichiarato che i funzionari sauditi stanno studiando la connessione di energia elettrica dei paesi del Golfo Persico con la rete Desertec “nel giro di pochi mesi."
In venti anni – ha detto di recente Khalid Al-Suliman, vice presidente del Ka-Care, il centro di ricerca chiamato a disegnare il mix energetico del Paese – contiamo di costruire una capacità di 41 gigawatt: 16 dal fotovoltaico e 25 dal solare concentrato”
Intanto la gara internazionale per costruire i primi due impianti solari: uno fotovoltaico e uno a concentrazione, per un totale di 3 gigawatt è prevista per l’anno prossimo.
Anche il Ghana, con gli inglesi di Blue Energy, pensa di iniziare a realizzare entro il 2013 un impianto da 155 megawatt, per 320 milioni di euro.
Poichè il paese africano fa registare quasi un terzo di giorni dell’anno col cielo nuvoloso, la possibilità di avere il calore per far funzionare la centrale appare fortemente facilitata dal sistema di stoccaggio e trasporto dell’energia solare col sistema “umbro” dei Sali fusi.








