Qualcuno in vena di minimizzare potrebbe dire che, in fin dei conti, rispetto alle polveri sottili Terni è solo al 26° posto nella graduatoria negativa dei capoluoghi di provincia (ma con ben 62 superamenti rispetto ai 35 che è il limite previsto dalla legge), che Terni sta sì peggio di Perugia ma per via delle diverse condizioni meteorologiche (maledetta inversione termica!) e che "tutto è sotto controllo".
E questa affermazione è proprio vera, in quanto il nostro territorio è da tempo oggetto di analisi e le centraline, a parte qualche difetto di funzionamento, sono sempre in funzione e sappiamo tutto, giorno per giorno.
Basta andare sul sito dell’Arpa e della Provincia.
E’ pur vero che la maggior parte dei cittadini non è solita passeggiare nel web.
Ozono, polveri sottili con il loro contenuto di metalli, idrocarburi cancerogeni sono sempre lì ed anzi aumentano come è stato detto molte volte, ripetuto fino ad esserne stanchi.
Avevamo, come Osservatorio, anche preso parte ad un’ affollata assemblea in una scuola di Terni, con il Sindaco Di Girolamo, l’Assessore provinciale all’Ambiente Bellini e l’Arpa per sensibilizzare i ragazzi; assemblea nella quale era stato ribadito questo concetto: le cose non miglioreranno se non si interviene.
Che c’è altro da dire? C’è da fare per tutti.
Tentativi ne sono stati fatti molti, spesso contraddittori o controproducenti.
La popolazione si lamenta, protesta, comitati contro questo o quello sorgono sempre più di frequente, rappresentanti dei partiti politici, di tanto in tanto, levano le loro voci, in varie sedi istituzionali e sui giornali. Non si può dire che attorno a questo tema ci sia silenzio o disattenzione. Allora?
Del dettaglio di questi dati parleremo al momento della conferenza intanto posso anticipare che a Terni preoccupa l’aumento di alcuni tumori come quelli del polmone, della vescica, del colon retto, i linfomi sia nei maschi che nelle donne; per queste ultime l’aumento delle neoplasie della mammella è senza dubbio da attribuire all’introduzione sistematica della diagnosi precoce.
Per quanto concerne l’aria possiamo concludere che nella nostra città persistono fattori di rischio cancerogeno, identificabili nelle emissioni industriali, nell’inquinamento da traffico auto-motoveicolare e, in inverno, nel riscaldamento, e non dimentichiamolo nel fumo di sigaretta ecc.
Ma la "mal’aria" deve essere anche accusata per l’aumento di altre affezioni dell’albero respiratorio, in particolare le broncopneumopatie croniche, alcune affezioni allergiche, come asma e riniti; fatti riscontrati dai ricoveri ospedalieri.
L’aumento dei tumori del polmone e delle affezioni respiratorie deve essere attribuito se non esclusivamente, quasi, alla quantità di prodotti nocivi in esso presenti nel fumo di sigaretta che colpiscono anche i bambini che convivono con i fumatori.
Voglio ricordare – oltre al fumo indiretto respirato in vicinanza di un fumatore – il cosiddetto "fumo di terza mano": i composti presenti nel fumo non rimangono nell’aria ma si depositano, sulle poltrone, sui divani, sulle diverse superfici non spolverate, sui sedili delle automobili; i bambini che sono soliti strisciare le mani appoggiandosi dovunque e portandole poi alla bocca, raccolgono queste sostanze e le inalano.
Diversi studi hanno dimostrato che , specie sulle spalliere di divani e poltrone, sedie imbottite, sedili delle auto, queste sostanze emesse con il fumo permangono abbastanza a lungo.
Per il traffico tutti sanno cosa si dovrebbe fare ma non lo fanno.
E’ inutile promuovere comitati e moti di protesta se noi stessi, tutti noi, seguitiamo a comportarci da grandi inquinatori; anzi peggiorando la situazione come dimostrano i dati sul parco veicolare circolante, sull’uso dei mezzi pubblici, sulla qualità dei mezzi che comperiamo, sulla temperatura all’interno delle nostre abitazioni.
Forse, per metter l’anima in pace, si potrebbe anche stabilire di spegnere le centraline, che tanto seguitano a dirci sempre le stesse cose e a rimarcare le nostre responsabilità !?!












