Il commercio in Umbria si agita molto in questi ultimi tempi e si impegna a richiedere un “rispetto” che gli consenta di salvaguardare quella che appare una risorsa indispensabile per l’economia della regione la quale, al di là delle attrattive dei monumenti e dei paesaggi, punta molto sul “buon vivere e buon mangiare”
Due aspetti che possono costituire la carta vincente nei confronti di molti turisti, come hanno dimostrato varie indagini.
Ma non tutto il commercio sembra capire l’importanza di tutelare quei due fattori di sviluppo potenziale.
Infatti risultati non proprio esaltanti sono scaturiti dalla indagini, nei mesi di dicembre e gennaio, compiute dal Corpo Forestale dello Stato su tutto il territorio regionale col controllo delle macellerie, sia singole che poste all’interno delle strutture della grande distribuzione, con la finalità di verificare la regolarità della commercializzazione della carne bovina, in particolare con riferimento alla provenienza ed alla etichettatura .
Controllate 231 macellerie, le irregolarità riscontrate hanno riguardato 48 aziende, pari al 21% del totale, circa centosettantamila euro è risultato l’importo delle sanzioni amministrative contestate .
Più alta la percentuale di irregolarità nella provincia di Perugia: in trentaquattro aziende, pari al 25% circa del totale con 48 sanzioni amministrative per un importo totale di 133.333,36.
Nella provincia di Terni, invece, su 93 aziende controllate sono stati riscontrati illeciti in quattordici aziende, pari al 15% del totale, sanzioni amministrative per l’importo complessivo di 36.000,00 euro .












