Da giovedì 31 gennaio, infatti, un Osservatorio di Confartigianato vigila sul rispetto della normativa sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”.
Per Stelvio Gauzzi, segretario provinciale di Confartigianato Imprese Perugia, i cattivi pagatori hanno i giorni contati, riferendosi alla norma, entrata in vigore il primo gennaio, che fissa a 30 giorni il termine ordinario per saldare le fatture nelle transazioni commerciali tra enti pubblici, aziende ed imprese private.
Nella sezione online dedicata all’Osservatorio, sui siti www.confartigianatoperugia.it e www.confartigianato.it, gli imprenditori possono trovare informazioni sul funzionamento delle nuove norme, ricevere consulenza su come far rispettare i propri diritti di creditori e segnalare ritardi e mancate applicazioni della legge.
Una parte della sezione dell’Osservatorio è dedicata, inoltre, allo strumento della certificazione dei crediti accumulati dagli imprenditori prima dell’entrata in vigore della nuova legge.
Anche in questo caso, oltre alle istruzioni per l’utilizzo della certificazione, viene monitorata l’efficacia dello strumento.
“La nuova normativa sui tempi di pagamento – ha precisato Stelvio Gauzzi – è stata fortemente voluta da Confartigianato ed è un passo avanti per ristabilire etica e correttezza nei rapporti economici tra imprese e pubblica amministrazione e tra imprese committenti e subfornitrici. Ma la legge non deve restare sulla carta. Va rispettata.
L’Osservatorio serve proprio per monitorarne l’applicazione e, periodicamente, renderemo pubblici i casi dei ‘cattivi pagatori’, siano essi enti pubblici o soggetti privati. Insomma, non molleremo la presa. Ne va della sopravvivenza delle imprese”.
“Quello dei ritardi di pagamento – ha continuato il segretario provinciale dell’associazione di categoria – è uno dei problemi più gravi all’origine della mancanza di liquidità degli imprenditori e, in questi tempi di credito scarsissimo, porta alla chiusura di molte aziende”.
Un rapporto di Confartigianato rileva che la pubblica amministrazione è sempre più lenta a pagare le imprese fornitrici di beni e servizi. Nel 2012 il tempo medio di pagamento è salito a 193 giorni e tra maggio e novembre 2012 il ritardo con cui gli enti pubblici (amministrazione centrale, regioni e province) hanno saldato le fatture alle imprese è ulteriormente aumentato di 54 giorni.
“Alle imprese – ha affermato Gauzzi – il ritardo con cui la pubblica amministrazione salda i propri debiti, rispetto ai 30 giorni stabiliti dalla nuova legge, costa centinaia di migliaia di euro di maggiori oneri finanziari”.
Il rapporto di Confartigianato, inoltre, rivela che nel nostro Paese la pubblica amministrazione ha accumulato debiti commerciali per 79 miliardi di euro nei confronti dei fornitori di beni e servizi.
Di questi, 35,6 miliardi di euro si riferiscono a debiti verso fornitori del Servizio sanitario nazionale, che comprende Asl, Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie e Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico).
Per i clienti privati, però, nessuno si è sbilanciato a dare dati, per ovvi motivi, anche se il fenomeno dei tardivi pagamenti non sembra privilegio esclusivo del pubblico, ma nel privato, si sa, “il cliente ha sempre ragione”












