La tensione, causata anche da minacce e fatti strani, che aleggia intorno al giovane che aveva avuto contrasti con Alessandro Polizzi e suo padre, un artigiano romano tuderte, entrambi difesi da un legale di Todi, potrebbe sciogliersi presto.
Sicuramente non è questione di ore perché il Dna, che sembra sia stato trovato – alcuni ipotizzano sotto le unghie della compagna del giovane perugino ferita nel corso dell’omicidio nella notte a Perugia – non sarà identificabile così presto come si vede nei telefilm americani.
La ragazza e l’assassino hanno, infatti, avuto una colluttazione prima che quest’ultimo battesse in ritirata forse spaventato dalle urla della ragazza, ma sicuramente abbandonando oggetti: la pistola ed una spranga con una leggerezza che certo non fa deporre per un killer professionista.
Comunque non è detto che il Dna sia poi risolutivo vista l’esperienza avuta con l’omicidio Kercher.
Quanto alle stranezze c’è stato il furto di due computer nello studio di tatuaggi del giovane indagato ed il fatto che uno di questi sia poi stato ritrovato nelle vicinanze.









