A Marsciano “voci che circolano da qualche mese” parlano di “alcuni cittadini (che) continuerebbero a percepire il contributo ( per l’autonoma sistemazione dopo che le loro abitazioni sono divenute inagibili per il terremoto – n.d.r.) pur essendo rientrati nelle proprie abitazioni oppure dichiarato diversi nuclei familiari allo scopo di moltiplicare di fatto i contributi. “
Lo ha riferito il consigliere Costantinti del Pdl il quale chiede di “Fare chiarezza sulle modalità di erogazione del contributo per l’autonoma sistemazione, dal momento che è stato garantito fino a tutto il 2015 grazie allo sblocco dei 47 milioni di euro che sono stati stanziati per gli interventi nelle zone terremotate.”
Cristiano Costantini (PdL), ritiene opportuna la convocazione della IV Commissione Vigilanza e Controllo, per chiedere l’audizione dei tecnici, dell’assessore competente e del Comandante della Polizia Municipale al fine di verificare il rispetto delle disposizioni in materia di Ordinanza Commissariale della Regione Umbria n. 147 del 05.07.2010.
Il provvedimento in questione stabilisce le modalità per accedervi da parte dei nuclei familiari che sono stati oggetto di Ordinanza Sindacale di sgombero della propria abitazione principale.
Il provvedimento in questione stabilisce le modalità per accedervi da parte dei nuclei familiari che sono stati oggetto di Ordinanza Sindacale di sgombero della propria abitazione principale.
“ Il lavoro della Commissione – conclude Costantini – sarà quello di adottare un testo, una volta acquisiti gli accertamenti necessari, che diventi oggetto di discussione nel Consiglio Comunale, in maniera di poter avere quanto prima un eventuale provvedimento in merito”.
Ma è chiaro che si d’ora l’attenzione si concentra sugli accertamenti possibili, alcuni dei quali sembrano di facile esecuzione, perché gli eventuali “furbi” potrebbero aver inconsapevolmente costruito con le proprie mani prove tangibili degli abusi commessi
Ma è chiaro che si d’ora l’attenzione si concentra sugli accertamenti possibili, alcuni dei quali sembrano di facile esecuzione, perché gli eventuali “furbi” potrebbero aver inconsapevolmente costruito con le proprie mani prove tangibili degli abusi commessi









