Passando all’Umbria, per quanto riguarda le strutture ricettive per anziani: su 288 verifiche sono state riscontrate ben 102 irregolarità (1473 nazionali).
Sono state elevate 26 sanzioni amministrative su 1438 nazionali e 100 sanzioni penali su 1444 nazionali, 34 provvedimenti di chiusura su 150 nazionale, record nazionale solo avvicinato da Lazio (26), Campania (25), Sicilia (23).
In 2 casi sono scattate le manette mentre 54 strutture sono state segnalate all’autorità giudiziaria.
Infine per le Residenze Sanitarie Assistenziali in Umbria sono stati emessi 4 provvedimenti di chiusura su 12 a livello nazionale e 8 segnalazioni giudiziarie su 122 nazionali.
Le liste di attesa per entrare in queste strutture sono molto lunghe e la domanda è doppia rispetto all’offerta”.
Purtroppo in Umbria la situazione è questa: anziani che, anche se autosufficienti nei limiti di un’età avanzata, non ce la fanno più a vivere da soli e che, con le misere pensioni, non si possono permettere né una badante né qualcuno che la notte possa dare la tranquillità di non “morire come un cane”.
Forse almeno questa ultima esigenza potrebbe trovare una risposta con l’aggregazione di residenze ed il loro presidio: un’aggregazione che potrebbe essere fisica perché vi sono molti palazzi abbandonati dove si potrebbero ricavare mini appartamenti per persone o coppie sole, oppure virtuale perché la telematica ormai consente di farlo con poca spesa.
Quanto poi alla sorveglianza sulle case di riposo, si potrebbe pensare di coinvolgere maggiormente gli enti locali.
Una visita al giorno di un vigile urbano, non è necessario inviare una coppia di agenti come li si vede usualmente agire, potrebbe essere un deterrente sufficiente a contrastare comportamenti scorretti









