Un gruppo di donne di Todi da qualche mese si sta riunendo, per mettere a punto proposte in vista della costituzione della Consulta Comunale Femminile.
latte-versato

Il “femminicidio”, che forse è solo la parte di un problema più generale: l’assalto ai deboli, sta mettendo in rilievo un problema che va affrontato alla radice.
Questi episodi, in cui i più forti vigliaccamente non se la prendono coi loro pari ma solo con coloro che non possono difendersi, sono favoriti dal fatto che le istituzioni non possono intervenire, se non blandamente, quando le situazioni tragiche stanno maturando e si manifestano con minacce.
Lo Stato in questi casi sta miseramente fallendo nel campo della prevenzione in nome di un sistema giuridico che aspetta che il reato sia nato: l’omicidio o la violenza grave sia già avvenuta.

Ed invece è in questo momento antecedente al reato che bisogna intervenire anche perché la semplice minaccia rovina la vita a chi la riceve.
Se non si abbandona, in tutti i casi in cui c’è chi minacce violenze alla vita o alla integrità fisica di altri, il “buonismo” poi è inutile “piangere sul latte versato”.

Il “Coordinamento Verso la Consulta Comunale Femminile di Todi”, cerca di affrontare, nei limiti delle sue possibilità, il problema e scrive:
“I recenti fatti di cronaca ci raccontano di ben quattro donne uccise nel corso degli ultimi due giorni.
Donne uccise, in qualche caso dopo aver subito violenza, da conoscenti, mariti, ex fidanzati: un bollettino angoscioso, che fa parlare di emergenza-femminicidio anche i media ufficiali.
Emerge un contesto di violenza e sopruso, che ci riguarda tutti e tutte, entro cui vanno comprese le recenti offese a cui sono state sottoposte la Presidente della Camera e il Ministro all’Integrazione (quest’ultima anche fatta oggetto di attacchi a sfondo razziale).
 
Queste offese, che spesso sfociano in tragedie, hanno come cornice generale una crisi economica galoppante che colpisce le donne, non solo per la difficoltà di mantenere o trovare un lavoro, non solo perché sono le più colpite da precariato e paghe basse rispetto alle qualifiche, ma anche perché il peggioramento delle prestazioni dei servizi sociali, fa sì che il lavoro cosiddetto “di cura” ricada sulle donne con un carico di fatica ulteriore, per far quadrare il bilancio domestico e mantenere il livello di coesione familiare e sociale.
 
Noi donne di Todi, da qualche mese ci stiamo riunendo, per mettere a punto proposte in vista della costituzione della Consulta Comunale Femminile.
Nell’attesa dell’espletamento dei passi formali amministrativi per la sua effettiva istituzione abbiamo formato il Coordinamento: Verso la Consulta.
Lo scopo è quello di elaborare idee e pratiche che potranno avere attuazione appena la Consulta sarà operante, il coordinamento è aperto a chiunque voglia partecipare e portare il suo contributo.

Vorremmo:
creare un luogo di ascolto, per accogliere le voci di un disagio che spesso le donne vivono nella solitudine e nel silenzio;
– mettere in calendario incontri con giovani ragazze sui temi del reciproco rispetto nei rapporti uomo/donna, a scuola, nei posti di lavoro;
– poter parlare con l’Amministrazione a proposito delle spese di bilancio, perché abbiamo una ricaduta in termini di miglioramento della vita delle cittadine e delle famiglie.
 
A noi interessa il fare insieme per trovare soluzioni pratiche. A noi interessa che la violenza e il sopruso non inducano le donne a chiudersi nella solitudine, per insicurezza e paura.”
 

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