Non sempre quel che appare corrisponde alla verità.
Ne hanno fatto le spese 4 autisti di camion umbri, che con altri due colleghi, che si sono fatti quasi due mesi in carcere e poi gli arresti domiciliari, prima di essere completamente scagionati dalla sentenza finale che ha accertato la loro buona fede ed escluso la loro colpevolezza.
Il fatto è accaduto nel cremonese dove i quattro stavano caricando con suini due autotreni in un allevamento nel comune di Fiesco (Cremona), ma il proprietario non ne sapeva nulla ed aveva chiamato i Carabinieri.
La sentenza del Tribunale ha accertato, in sostanza che un terzo soggetto ad oggi non ancora identificato, supportato da vari complici, fingendosi proprietario della stalla e degli animali, ha trattato la vendita di detti suini organizzando il sopralluogo e poi il carico degli animali in giorni e momenti in cui sapeva che la cascina, in aperta campagna, non era frequentata dal vero proprietario o dal suo dipendente.
Sicché nel tardo pomeriggio del 28.01.2012 dava appuntamento al mediatore con il quale aveva trattato la vendita ed al commerciante acquirente dei suini, che a sua volta come di prassi aveva prima contattato due ditte per eseguire il trasporto del bestiame ai macelli di destinazione, e conduceva presso l’allevamento, ove erano in attesa altri due complici finti operai, i dipendenti dell’acquirente che dovevano controllare e selezionare i capi ed i quattro autisti con gli autotreni.
Senonché mentre erano in corso le operazioni di carico del secondo autotreno giungevano sul posto il vero proprietario con il suo operaio ed a seguire i carabinieri nel frattempo da questi avvertiti.
Contestualmente il finto proprietario ed i suoi complici evidentemente avvertiti da un basista dell’arrivo del proprietario si dileguavano repentinamente lasciando sul posto gli esterrefatti autisti che poi venivano arrestati e processati per direttissima con l’accusa di furto aggravato di bestiame.
Nel corso del processo il collegio difensivo, composto dagli avvocati Enrico MARCONI e Leonardo MARTINELLI del foro di Perugia, dall’avvocato Luciano GUERRINI del foro di Verona, dall’avv. Manlio MORCELLA del foro di Terni e dall’avv. Monica NICHETTI del foro di Crema, attraverso escussioni di testi, produzioni documentali e fotografiche, esame dei dati del GPS e del cronotachigrafo degli autotreni, ma soprattutto tramite l’esame dei tabulati telefonici e l’analisi delle celle agganciate dai cellulari in uso al falso proprietario ed ai suoi presunti complici, hanno dimostrato il reale accadimento dei fatti inducendo così il Tribunale ad emettere il verdetto di assoluzione.
I nomi dei sei sfortunati a cui il Tribunale ha reso l’onore sono: TADDEI Silvano, MUSSINI Massimo, LEONI Mario, VELTRI Valentino, tutti e quattro autisti residenti in Umbria, ed AVVERSO Aniello e Floro Giovanni dipendenti di una società di commercio bestiame residenti a Verona












