La morte di un uomo deve suscitare compassione, ma ci sono casi che bisogna veramente fare uno sforzo immane.
Il marocchino che aveva ucciso ad Umbertide i suoi due figli: otto e dodici anni, nel novembre dello scorso anno, per farla pagare alla moglie che se ne era andata da casa loro, dopo anni di violenze, ha posto fine alla propria esistenza suicidandosi con impiccagione nel carcere di Spoleto, un istituto penitenziario di massima sicurezza







