Dopo più di venti anni, la Società Medica Italiana di Paraplegia (SoMIPar) ha scelto di nuovo Perugia come sede del suo Corso Nazionale, a testimonianza della qualità dell’attività assistenziale svolta dall'Unità Spinale perugina, attiva sul territorio umbro sin dal 1998
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Il 23-25 Maggio  presso il Centro Congressi Hotel Giò di Perugia siterrà il 9° corso nazionale della societa’ medica italiana di paraplegia.
Al Convegno oltre agli esperti dei Centri più importanti italiani parteciperà Annarita Bellagamba una giovane infermiera perugina affetta da una lesione midollare che ha voluto rimanere in servizio dove fu ricoverata per un grave incidente stradale
Dopo più di venti anni , la Società Medica Italiana di Paraplegia (SoMIPar) ha scelto di nuovo Perugia come sede del suo Corso Nazionale.
Sarà l’occasione per un confronto sulle strategie assistenziali, riabilitative, terapeutiche e della presa in carico delle persone con lesione midollare.
Ad organizzare l’evento, il Presidente Nazionale della SOMIPAR, Dott. Sauro Biscotto,  dirigente medico dell’Ospedale S.Maria della Misericordia , in servizio come Neuro-Urologo  presso la Unità Spinale Unipolare della Azienda Ospedaliera di Perugia.
“Abbiamo costituito un Comitato Organizzatore del quale fanno parte gli operatori professionali dell’Unità Spinale Unipolare e l’ Associazione Paraplegici Umbri “ dice il Dottor Biscotto-, orgogliosi che sia stata scelta Perugia come sede del Corso Nazionale.
Scelta che sappiamo avvenuta per riconoscere la qualità dell’attività assistenziale svolta con dedizione da tutto il personale( medico, infermieristico, fisioterapisti, assistente sociale e psicologa) della nostra Unità Spinale, attiva sul territorio regionale sin  dal 1998
Il Corso SoMIPar sarà preceduto da un Simposio dal titolo “Ausili e presidi: indicazioni e prescrivibilità tra necessità e diritti” organizzato in collaborazione con l’Associazione Paraplegici Umbri.
“Lo scopo del simposio- afferma Raffaele Goretti, Presidente dell’APU e dell’Osservatorio Regionale sulla condizione delle persone con disabilità, è quello di porre all’attenzione delle Istituzioni la questione della esigibilità dei diritti a partire dalla presa in carico della persona con disabilità; in particolare dal progetto riabilitativo in cui si definiscono appropriatezza e qualità degli strumenti per il sostegno e la promozione dell’autonomia personale
“Nel programma del Corso abbiamo inserito argomenti di grande interesse  per la complessità  assistenziale nelle patologie respiratorie in pazienti con lesione midollare alta – annuncia la Dottoressa Renèe  Maschke, Direttore dell’Unità Spinale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia-.
L’obbiettivo è quello di aumentare i risultati riabilitativi, già eccellenti, per permettere  il reinserimento del paziente al proprio domicilio.
Un altro tema  che abbiamo voluto proporre – aggiunge Maschke –  riguarda le lesioni midollari che colpiscono le persone in età avanzata, fenomeno sempre più frequente nell’epidemiologia dei paesi occidentali con tutte le problematiche cliniche, assistenziali e riabilitative che ne conseguono.”
“ Per la rilevanza  scientifica dei temi  che verranno trattati  e per la proposta culturale che l’Umbria e Perugia riescono sempre a garantire – conclude il Dottor Biscotto – esistono tutti i presupposti per un Corso Nazionale di  elevato livello, al quale hanno dato la conferma di partecipazione professionisti dei più importanti centri nazionali .
L’auspicio è che la  grave crisi economica che si è abbattuta anche sulla sanità pubblica, non debba inficiare l’attività fin qui svolto dalle Unità Spinali Unipolari Italiane, che hanno avuto grande merito nel miglioramento della qualità di vita delle tante Persone con lesioni al midollo spinale e delle loro famiglie”.

Come detto, al convegno parteciperà anche una infermiera professionale dell’Unità Spinale del nosocomio perugino, Annarita Bellagamba, che porterà la propria testimonianza di ex paziente del centro stesso dove da 5 anni svolge in carrozzella una attività assistenziale molto importante: “ Dopo il gravissimo incidente stradale con conseguenti gravi lesioni midollari,  ho voluto reagire rendendomi utile agli altri, con lo stesso entusiasmo di quando lavoravo presso altre strutture ospedaliere.
La relazione che si stabilisce tra me e i pazienti è ovviamente molto forte. La condivisione è essenziale nelle dinamiche assistenziali e spesso non c’è bisogno neppure di tante parole, perché io infermiera e loro pazienti viviamo la stessa condizione”, dice con un sorriso Annarita.
 

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