Due distinti test condotti da scienziati indipendenti hanno confermato che l'invenzione dell'ingegnere bolognese Rossi e del prof. Focardi produce molta più energia di quanta ne consumi
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Gli scettici dovrebbero essere serviti, ma non demordono e mostrano riserve sull’E-Cat di Rossi e Focardi.
Sembra proprio come quella barzelletta in cui ad un concorrente in una trasmissione di quiz che aveva indovinato il numero degli abitanti della Cina si chiese “…i nomi… i nomi”.
Infatti si imputa a Rossi di non consentire ( a cà nisciuno è fesso, dovrebbe dire l’ingegnere bolognese) di “vedere” dentro le sue macchine oltre che di non avere una teoria che giustifichi la produzione di energia.
Rossi potrebbe dire, emulando Galileo, “eppur funziona”, ma la risposta come ai tempi antichi non soddisfa chi non vuol credere che la Terra gira e che ci si sta avviando alla fine dell’era del fuoco ( fossile e/o nucleare).
96 ore è durato il primo test, il secondo  116 ore.
In entrambe le occasioni l ’E-Cat  ha prodotto effettivamente molta più energia di quanta ne abbia consumata: nel primo test 35 kWh immessi per produrne 160 netti, nel secondo 33 kWh per produrne 62 netti in condizioni di maggiore stabilità nel funzionamento.
Un terzo test di almeno sei mesi è previsto nei prossimi mesi.

Una cosa che nessuno sottolinea in Italia: Rossi ha speso meno di quanto un famoso petroliere ha sperperato in giocatori di calcio stranieri per arrivare a metà classifica nel campionato di calcio di serie A 2012 – 2013. Eppoi dicono che l’Italia resta al palo nello sviluppo
 

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