Una risposta che se da un lato alimenta la speranza che la politica riesca a salvare questa attività e anche a salvare i Comuni dagli oneri per il servizio dei giudici di pace, dall’altro adombra la possibilità che gli attuali immobili utilizzati per il servizio vengano in futuro destinati unicamente come archivi o, forse, per aule di giustizia per giudici itineranti che non trovino posto nella sede principale.
“Entro questo termine – ha spiegato Marini – le Corti d’appello devono provvedere al riordino degli uffici giudiziari in soppressione, con evidenti problemi che le Regioni e le Amministrazioni comunali avevano sollevato perché le sedi accorpanti presentano problemi per mettere a disposizione sia spazi utili per gli archivi della giustizia che per nuove Aule.
Il problema relativo all’organizzazione degli uffici soppressi è stato riassunto in sede nazionale dal Parlamento. Per quanto ci riguarda, non avendo la Regione competenze e merito all’interno dell’Amministrazione della giustizia, come iniziativa politica, ho provveduto a segnalare, nello scorso mese di aprile, al Presidente della Corte d’appello di Perugia il problema.
La circolare del Ministero della Giustizia prevede in maniera chiara che gli uffici soppressi possono essere utilizzati solo come immobili, ma non come uffici per l’Amministrazione della giustizia.
Al Senato ci sono comunque disegni di legge, di tutti i gruppi politici, volti a modificare e prorogare i termini di attuazione del riordino, alla luce delle problematiche di edilizia e di finanziamento connesso.
Il paradosso sarebbe chiudere gli uffici di proprietà pubblica, andando ad aprire, nelle città accorpanti, nuovi uffici in affitto, non essendo disponibili quelli di proprietà pubblica.
Presso la Commissione Giustizia della Camera – ha concluso Marini – è in corso una mozione unitaria dei gruppi politici che sottopone al Governo il tema degli uffici accorpanti e la modalità con la quale attuare la riforma.
Questo non significa che non si procederà alla soppressione delle sezioni, ma ci sono novità circa gli Uffici dei Giudici di pace che non saranno più a carico delle Amministrazioni comunali, ma dell’amministrazione della Giustizia.
Sulla questione terremo costantemente informato il Consiglio regionale”.









