Al presidente della Commissione Sanità e Servizi sociali, Massimo Buconi, che aveva chiesto informazioni circa i punti nascita disseminati sul territorio della Ausl 1, Legato ha risposto che “ci sono attualmente 5 punti nascita (Branca, Città di Castello, Pantalla, Castiglion del lago ed Assisi), fra i quali solo Città di Castello supera la soglia imposta dei 500 parti l’anno (sono 650), mentre gli altri sono tutti attestati fra i 400 e i 450. Qualcuno dovrà chiudere.”
Ove si potesse fare un calcolo matematico è chiaro che basterebbe la chiusura di un solo dei quattro punti nascita per riequilibrare la situazione degli altri tre.
Ma in medicina e soprattutto sul versante ostetrico la matematica è una scienza che difficilmente dà i numeri giusti.
A Franco Zaffini, capogruppo Fd’I, che aveva chiesto lumi sull’ospedale di Assisi, sulla spesa farmaceutica e sulla mobilità passiva: “cosa si deve fare – ha domandato – per riguadagnare i milioni di euro che i pazienti umbri portano a Terontola per la diagnostica?", il direttore ha risposto che “dal 2012 stiamo recuperando, grazie all’avvio della risonanza magnetica a Pantalla, territorio dove si era registrata una fortissima mobilità e dove sono stati già recuperati consistenti volumi di pazienti.
L’ex Asl 1 aveva 3 strutture per la risonanze magnetica e ora sono 4. Non si segnalano particolari problemi dovuti alle liste d’attesa.
La voce più consistente nella mobilità passiva – ha specificato il direttore generale – resta quella relativa a ortopedia e rieducazione, essendo stata l’ortopedia finora presente solo nell’Azienda ospedaliera di Perugia.
Molto è stato fatto – ha aggiunto – con l’incremento della riabilitazione motoria e stiamo cercando di coinvolgere i professionisti a spostarsi nelle varie strutture”.
Sull’ospedale di Assisi, “la Regione – ha risposto Legato – si è proposta come coordinatore per proposte condivise riguardanti l’estensione sul territorio della chirurgia pediatrica, l’incremento di ulteriori 15 posti di residenza sanitaria assistita e l’integrazione cardiologica con l’Azienda ospedaliera. Si prevede di potenziare anche le attività di consultorio”.
Al consigliere Andrea Smacchi (PD) che aveva chiesto “cosa accadrà agli ospedali di Todi e Marsciano dopo la nascita di Pantalla, qual’è il ruolo di quello di Umbertide, dato che non è stato chiuso, e dove – secondo Smacchi – c’è tutto e niente, ma attrae comunque risorse; infine cosa accadrà per gli immobili dei vecchi ospedali”.
“Con la riconversione – ha risposto Legato – Marsciano è diventato ‘Casa della salute’, con forte presenza ambulatoriale e un’eccellente centro ( di formazione ed aggiornamento – ndr) di emergenza-urgenza, più 20 posti di Rsa.
La razionalizzazione ha portato un risparmio di 120mila euro l’anno di affitti e l’introito di 30mila euro di affitti attivi, versati da medici e personale sanitario.
Identiche economie saranno realizzate su Todi, e la cifra aumenterà quando anche la farmacia si sposterà sulla parte monumentale, sottoposta a stretti vincoli, mentre la parte di immobile non vincolata sarà ceduta.”









