Le risposte del direttore generale della Ausl Umbria 1 nel corso dell'audizione nella terza commissione consiliare della Regione Umbria
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Il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 1 Giuseppe Legato, nell’audizione svoltasi stamane in Terza commissione consiliare dell’Umbria, avente per oggetto lo stato d’attuazione della riforma sanitaria, ha fornito alcune notizie che riguardano direttamente anche la media valle del Tevere umbro.
 
 Al presidente della Commissione Sanità e Servizi sociali, Massimo Buconi, che aveva chiesto informazioni circa i punti nascita disseminati sul territorio della Ausl 1,  Legato ha risposto che “ci sono attualmente 5 punti nascita (Branca, Città di Castello, Pantalla, Castiglion del lago ed Assisi), fra i quali solo Città di Castello supera la soglia imposta dei 500 parti l’anno (sono 650), mentre gli altri sono tutti attestati fra i 400 e i 450. Qualcuno dovrà chiudere.”
Ove si potesse fare un calcolo matematico è chiaro che basterebbe la chiusura di un solo dei quattro punti nascita per riequilibrare la situazione degli altri tre.
Ma in medicina e soprattutto sul versante ostetrico la matematica è una scienza che difficilmente dà i numeri giusti.

A Franco Zaffini, capogruppo Fd’I, che aveva chiesto lumi sull’ospedale di Assisi, sulla spesa farmaceutica e sulla mobilità passiva: “cosa si deve fare – ha domandato – per riguadagnare i milioni di euro che i pazienti umbri portano a Terontola per la diagnostica?", il direttore ha risposto che “dal 2012 stiamo recuperando, grazie all’avvio della risonanza magnetica a Pantalla, territorio dove si era registrata una fortissima mobilità e dove sono stati già recuperati consistenti volumi di pazienti.
L’ex Asl 1 aveva 3 strutture per la risonanze magnetica e ora sono 4. Non si segnalano particolari problemi dovuti alle liste d’attesa.

La voce più consistente nella mobilità passiva – ha specificato il direttore generale – resta quella relativa a ortopedia e rieducazione, essendo stata l’ortopedia finora presente solo nell’Azienda ospedaliera di Perugia
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Molto è stato fatto – ha aggiunto – con l’incremento della riabilitazione motoria e stiamo cercando di coinvolgere i professionisti a spostarsi nelle varie strutture”.
Sull’ospedale di Assisi, “la Regione – ha risposto Legato – si è proposta come coordinatore per proposte condivise riguardanti l’estensione sul territorio della chirurgia pediatrica, l’incremento di ulteriori 15 posti di residenza sanitaria assistita e l’integrazione cardiologica con l’Azienda ospedaliera. Si prevede di potenziare anche le attività di consultorio”.
 
Al consigliere Andrea Smacchi (PD) che aveva chiesto “cosa accadrà agli ospedali di Todi e Marsciano dopo la nascita di Pantalla, qual’è il ruolo di quello di Umbertide, dato che non è stato chiuso, e dove – secondo Smacchi – c’è tutto e niente, ma attrae comunque risorse; infine cosa accadrà per gli immobili dei vecchi ospedali”.
Con la riconversione – ha risposto Legato – Marsciano è diventato ‘Casa della salute’, con forte presenza ambulatoriale e un’eccellente centro ( di formazione ed aggiornamento – ndr) di emergenza-urgenza, più 20 posti di Rsa.
La razionalizzazione ha portato un risparmio di 120mila euro l’anno di affitti e l’introito di 30mila euro di affitti attivi, versati da medici e personale sanitario.

Identiche economie saranno realizzate su Todi, e la cifra aumenterà quando anche la farmacia si sposterà sulla parte monumentale, sottoposta a stretti vincoli, mentre la parte di immobile non vincolata sarà ceduta.”

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