In una lettera pubblica dell'avvocato ternano Renzo Nicolini, in difesa dell'operato dell'ex Vescovo Paglia, sembra che si intenda rispondere non solo alle critiche di un sedicente "gruppo di cattolici ternani"
paglia

Non c’è dubbio che la lettera pubblica dell’avvocato Renzo Nicolini , sulle questioni relative alla Diocesi di Terni, “parli a suocera perchè nuora intenda”.
Formalmente la lettera fa riferimento e risponde ad anonimi cattolici ternani,
ma un passo della lettera dell’avvocato la dice lunga.

Scrive, infatti, Nicolini, dopo una appassionata difesa del precedente Vescovo Paglia:  “sorprendente che di fronte ad esse (lettere dei sedicenti cattolici – ndr) nessuno della comunità ecclesiale locale, nemmeno ai massimi livelli della Curia, abbia ritenuto di reagire al palese tentativo di sfregiare l’immagine di un Pastore che ha guidato il gregge di Terni, Narni e Amelia per oltre dieci anni, e non si sia curato di dare alle persone in buona fede, senz’altro disorientate dalle notizie del presunto “buco” milionario, le necessarie precisazioni ed informazioni, ricordando altresì a quelli in malafede che la calunnia come l’invidia è sinonimo della mancanza di amore che è il peggiore e forse l’unico vero peccato mortale; verità questa che dovrebbe essere sempre tenuta presente da tutti e soprattutto da chi tiene ad autoqualificarsi cattolico.”

Ed allora non si può non sottolineare che l’amministratore apostolico Ernesto Vecchi, secondo quanto riportato da notizie di stampa non smentite, avrebbe recentemente affermato: «Non si creda che si fa carriera andando a Roma, comparendo in televisione, sentendosi belli e potenti. Per noi sacerdoti, per noi vescovi, la carriera è qui, su questo altare».
Ma Nicolini sottolinea che “Mons. Paglia con la sua nuova posizione nell’ambito della Santa Sede, può essere di grande utilità per i lavoratori e per Terni.”

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