Scatenare polemiche su fatti che sarebbero inesistenti delegittima chi le promuove e  fa apparire come "superpagati" coloro che perdono il loro tempo per queste cose, a spese dei contribuenti
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In tema di costi della politica, il recente episodio accaduto in Umbria fa letteralmente cadere le braccia perché dimostra, salvo che dalla Presidenza della Giunta regionale non sia arrivata una notizia falsa, che taluni politici, i quali pur percepiscono un lauto stipendio, non sono in grado nè si preoccupano di verificare neppure fatti di dominio pubblico che accadono nell’ente dove dovrebbero svolgere una funzione di controllo politico.
Ma forse nella politica c’è un virus che rende ciechi e sordi, poco capaci di discorsi e fatti concreti ma non di riscuotere lo stipendio.
Questo perché dopo il gran can can scatenato dai consiglieri d’opposizione che hanno chiesto la defenestrazione immediata dell’ing. Paolo Di Loreto da ogni incarico regionale, si viene a sapere che l’ing. non è titolare di alcun contratto né svolge alcun incarico per l’amministrazione regionale da più di sei mesi.
Un episodio del genere rilancia alla grande, forse oltre le speranze dei promotori, la petizione di Legambiente, Cittadinanzattiva e Libera per dire no ai vitalizi dei Consiglieri regionali, per la quale sono state raccolte in Umbria 10mila firme, con le quali viene chiesto di adottare da subito la legge di recepimento del Decreto Tremonti con la rimodulazione dei vitalizi per tutti gli ex consiglieri regionali, calcolati sulla base dei contributi effettivamente versati con il “montante” utilizzato dall’Inps.

Di stabilire come data di decorrenza per tale nuovo sistema il 1° luglio 2013. Di destinare i risparmi, valutabili in circa 2 milioni di euro su base annua, per il Fondo per la non autosufficienza, per sostenere i nuclei familiari deboli e per il rilancio dell’occupazione giovanile.

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