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Iniziata nella seconda commissione del Consiglio regionale dell'Umbria la discussione del "progetto vino" per rilanciare le esportazioni
vino

Il tentativo di far conoscere la produzione di vino umbro come un tutt’uno è affidato al “progetto vino” di cui l’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini ha illustrato, ieri, le linee principali nel corso della riunione della Seconda Commissione consiliare presieduta dal vice presidente Massimo Mantovani il quale, alla conclusione dei lavori ha definito “importante la riorganizzazione del sistema, utile per dare corso alle ottime potenzialità del settore”.
La fatica non sarà da poco perché le cantine sono tante, ciascuna contro l’altra armata.
La superficie vitata regionale è di circa 12.800 ettari. La produzione media di vino negli ultimi anni si attesta intorno gli 800-900 mila ettolitri compreso il consumo familiare.
La dimensione media delle aziende vitivinicole umbre è di poco superiore all’ettaro (media in Italia 1,6 ettari).
Il sistema regionale dei vini Dop e Igp può contare su 13 Doc, 2 Docg e 6 Igt.
Nel quadriennio 2008-2011 i vini Igp e Dop rappresentano quasi il 90 per cento della produzione complessiva.
L’export dei vini umbri rappresenta una percentuale molto limitata dell’export di vino italiano (0,6 per cento).
E c’è anche chi sostiene che la differenziazione sia benefica appellandosi al fatto che  nel 2011 le esportazioni totali dell’Umbria hanno raggiunto i 29 milioni di euro (+25 per cento rispetto all’anno precedente).
Nel 2011 sono stati esportati quasi 100mila quintali di vino (+36 per cento rispetto al 2010). I principali mercati dei vini umbri imbottigliati sono gli Stati uniti, la Germania e il Regno Unito.
Nell’ambito del protocollo di intesa sottoscritto tra la Regione Umbria e l’istituto nazionale di Economia agraria (Inea) per lo svolgimento di azioni di supporto all’assistenza tecnica del Psr 2007-2013, l’Inea, insieme a Nomisma, ha realizzato uno studio denominato ‘Il vino umbro nel mercato globale: punti di forza e di debolezza, scenari evolutivi e percorsi di sviluppo’.
Ne è scaturito che i punti di forza sono: buon livello qualitativo dei vini prodotti; potenzialità inespresse dell aproduzione vitivinicola; margini di apprezzamento sui mercati internazionali, ad oggi non ancora pienamente sfruttati; consapevolezza diffusa delle imprese sull’impossibilità di mantenere lo ‘status quo’ e sulla contestuale necessità di intraprendere un percorso di riorganizzazione.

I punti di debolezza riguardano: deficit manageriale e finanziario, frammentazione produttiva; offerta strutturalmente eterogenea, in termini di: tipologia e riconoscibilità del prodotto, posizionamento di prezzo, capacità di imbottigliamento; resistenze a forme di cooperazione tra le imprese; criticità nella programmazione e nel coordinamento della produzione a livello di sistema; non elevata riconoscibilità del prodotto ‘vino umbro’ all’estero.

Il progetto, quindi, vorrebbe: individuazione di un organismo per il coordinamento di filiera; istituzione di un marchio ‘Umbria’; sviluppo attività e servizi collettivi; eventuale costituzione di un Consorzio di tutela unico per i vino Dop e Igp dell’Umbria
Il settore vino gode di politiche di sostegno (Ocm vino). Per il 2012-2013 le risorse disponibili per la Regione Umbria sono pari a 6milioni 645mila euro.
Nel periodo 2001-2012, in Umbria, sono stati ristrutturati circa 4.900 ettari di vigneti (37 per cento della superficie vitata) con l’erogazione di circa 34,7 milioni di euro di contributi ai produttori viticoli regionali.
Questi interventi hanno consentito di qualificare ulteriormente le produzioni regionali aumentando la competitività del settore.
Per l’annualità 2012-2013 sono state finanziate 66 domande per un totale di 1 milione di euro di contributi ammissibili.
Al miglioramento qualitativo delle produzioni vinicole regionali ha contribuito la realizzazione, da parte di singole aziende e di cantine sociali, degli investimenti previsti nel Psa (Piano sviluppo rurale- misure 121 e 123) finalizzati alla costruzione e/o ristrutturazione di cantine, impianti per la lavorazione e trasformazione delle uve e per la commercializzazione del vino.
Dal 2011 l’Ocm “vino” finanzia in maniera esclusiva, rispetto al Psr nell’ambito della specifica misura, investimenti relativi alle fasi di trasformazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli.
Nelle prime due annualità di attuazione della misura sono stati erogati aiuti alle imprese regionali per complessivi 3milioni 892mila euro, per un volume di investimenti ammissibili pari a 9milioni 730mila euro.
Il livello massimo di contributo erogabile è pari al 40 per cento della spesa ammissibile. Il bando relativo alla misura ‘investimenti’ è scaduto lo scorso mese di febbraio. Sono state presentate 45 domande delle quali 43 ammesse a finanziamento per un contributo complessivo di 3milioni 166mila euro. 

Per quanto riguarda la misura ‘Promozione sui mercati dei Paesi terzi’, per l’annualità 2013-2014, nell’ambito di questa misura sono stati presentati 11 progetti per un totale di contributi richiesti di 1milione 275mila 729 euro, compreso il contributo integrativo regionale pari a 70mila euro.
I mercati interessati dai progetti sono Usa, Canada, Russia e Cina.

L’obiettivo del progetto è di realizzare un maggiore coordinamento organizzativo e promozionale nella filiera le cui priorità di azione dovrebbero consentire il raggiungimento di un duplice obiettivo: investire su una maggiore riconoscibilità dei vini umbri sui mercati esteri, per favorirne la penetrazione commerciale, dato il graduale e costante spostamento della domanda dal mercato interno a quello internazionale; migliorare la promozione dei vini sul territorio, in moda da aumentare la visibilità anche dei piccoli produttori che non hanno i mezzi e le capacità per accedere ai mercati esteri.

 

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