La dispersione della rete idrica in Umbria ha raggiunto il 37% mentre le tariffe sono tra le più alte d'Italia
acqua-perdita

Sarà un caso, ma – secondo i dati di Cittadinanzattiva – l’Italia di mezzo è la più sprecona d’acqua nonostante che le bollette siano le più alte.

C’è dunque qualche cosa di profondo e strano perché le due cose sono in contraddizione.
Coi maggiori introiti, la manutenzione delle reti dovrebbe essere ottimale e viene il sospetto che di buchi non ci siano solo quelli sui tubi e che rivoli di soldi si disperdano in modo misterioso.
Viene anche alla mente quanto denunciato su queste pagine nella zona di Montecchio di Terni

Secondo il “Dossier acqua 2013”, la graduatoria dei pessimi vede in testa la Toscana, poi Marche ed infine Umbria con una spesa media per famiglia superiore di 82 euro alla media nazionale

“Sempre stando al rapporto di Cittadinanzattiva – dice  il consigliere regionale dell’Idv Oliviero Dottorini che ha annunciato di aver presentato un’interrogazione urgente alla giunta regionale -un dato che salta subito all’occhio è la dispersione di rete, che nel 2012 in Umbria ha raggiunto il 37 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media nazionale”.
“La Regione – conclude Dottorini – deve chiedere conto ad Ati e società di gestione di questa situazione.
Con la nostra interrogazione vogliamo spingere la Giunta a rendere pubbliche e trasparenti le motivazioni di questo triste primato.
Non si può continuare a sbandierare l’eliminazione dalle bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se poi i risultati sono questi.
L’idea di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell’intero servizio idrico appare sempre più fondata. Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni".
 

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