Dall'Ugl un contributo tecnico che illumina sull' efficacia degli "internamenti" nei centri di identificazione ed espulsione dei clandestini
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L’ipotesi di un Centro di identificazione dei clandestini per la successiva espulsione ha diviso trasversalmente la politica umbra.

Condivisibile la proposta del segretario di Perugia del Pd di istituire un CIE anche in Umbria.- Afferma in una nota il Capogruppo dell’Udc in Consiglio Provinciale Maurizio Ronconi –  I conflitti  in medio Oriente, la situazione politica e sociale di quella parte del mondo aggraverà sempre più il flusso migratorio e  la nostra regione per motivi di antica tradizione già rappresenta meta privilegiata di questi flussi.
Per motivi di ordine pubblico, di sicurezza per gli umbri ma anche per i tanti immigrati, appare ormai necessario un CIE in Umbria così come auspicato anche da autorevoli rappresentati delle forze dell’ordine
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arebbe per altro fuori luogo accusare chi propone questa soluzione di insensibilità o di scarsa attenzione verso un fenomeno che invece è sempre più drammatico e meritevole di attenzione. Se il segretario del Pd di Perugia insisterà sulla sua proposta, l’UDC sarà della partita e comunque avanzerà la soluzione al governo nazionale”. 

A questa adesione alla proposta si contrappone, in modo apparentemente sorprendente, il parere negativo dell’Ugl, organizzazione sindacale che non ha brillato in passato per vicinanza alla sinistra, peraltro divisa sull’argomento, ma che porta al dibattito un contributo tecnico che potrebbe scompaginare le carte in tavola.
Scrive, infatti, il segretario regionale Gaudiosi: “i dati del Ministero indicano che solo il 43 per cento degli stranieri fermati perche irregolari sono espulsi mentre i restanti alla fine, scaduti i termini, sono rimessi in libertà perchè non identificati. E se non si riesce ad accertare l’identità ovviamente nessun Paese accetterà il trasferimento del clandestino". Dunque il 57 per cento dei fermati non se ne vanno e restano sul territorio nazionale“ ed è ovvio che si fermino preferibilmente dove già stanno se non hanno altre destinazioni in mente.
Conclude Gaudiosi: “In Umbria questo comporterebbe un ulteriore aggravio di presenze a rischio da parte di stranieri dato che al centro affluirebbero "fermati" da tutto il Centro Italia e dal resto del Paese. E questo andrebbe a discapito delle forze dell’ordine e dei cittadini che giustamente chiedono sicurezza“

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