Rendere i pazienti più informati e consapevoli, diffondendo il messaggio positivo che il carcinoma midollare della tiroide non è più un tumore invincibile.
Sono alcuni dei 10 punti del Manifesto del Tumore Midollare della Tiroide che, promosso da AstraZeneca e dall’Osservatorio Malattie Rare, è stato presentato oggi in occasione dell’arrivo in Italia di Vandetanib: la prima terapia che inaugura, secondo gli esperti, una nuova era nel trattamento di questa rara e particolarmente aggressiva forma di tumore
I noduli della tiroide, una ghiandola a forma di farfalla posta nella regione anteriore del collo, sono molto frequenti nella popolazione adulta.
Non tutti i noduli tiroidei nascondono però forme di cancro, anzi, spesso sono il frutto della cosiddetta iperplasia tiroidea, ovvero una forma benigna di crescita ghiandolare.
Solo una piccola quota di noduli tiroidei (4-5%) sono invece veri carcinomi e derivano dalla trasformazione maligna delle cellule tiroidee.
La storia del carcinoma midollare della tiroide è radicalmente cambiata negli ultimi 20 anni: attualmente, attraverso la diagnosi molecolare, è possibile avere informazioni più precise sul suo livello di aggressività e di risposta a determinati trattamenti terapeutici. Inoltre, se fino a vent’anni fa per i pazienti c’erano poche possibilità di terapia, oggi, attraverso diagnosi precoce e interventi adeguati, è possibile bloccarne l’evoluzione, controllandone l’aggressività e trasformandola in una malattia cronica.
Sarebbe necessaria una campagna di informazione, tramite le istituzioni e con la collaborazione delle associazioni di pazienti, per indirizzare queste persone verso i centri con maggior esperienza nella gestione del paziente con carcinoma midollare della tiroide.









