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La nuova regolamentazione regionale che, nell'assegnazione di incarichi provvisori, privilegia i medici residenti nella Usl è contestata, perchè ritenuta ingiustamente discriminatoria
guardia-medica

E’  frutto di un accordo tra Sindacati Medici e rappresentanti della Regione Umbria, nonché le direzioni delle due aziende Usl, raggiunto nell’ambito del Comitato regionale medici di medicina generale nel corso della riunione del 25 luglio ed approvato dalla Giunta regionale il successivo 29 luglio, un criterio, da valere per le assunzioni provvisorie nel servizio meglio noto come guardia medica, che sta suscitando polemiche.

La disposizione prevede che le assunzioni nelle Usl per sostituzioni o incarichi temporanei vengano assegnate ai medici iscritti nella graduatoria regionale, secondo l’ordine di punteggio di questa graduatoria ma con priorità per i medici residenti nell’ambito territoriale aziendale.

La ratio della disposizione, ancorchè non esplicitamente dichiarata, sembrerebbe essere quella di evitare che si trovino a dover effettuare servizio di guardia medica, che prevede anche accessi al domicilio dei malati, persone le quali, per la non conoscenza del territorio, si potrebbero trovare in difficoltà a raggiungere tempestivamente il luogo del richiesto intervento.

Altri tuttavia ritengono questa disposizione ingiustamente discriminatoria e d’impronta “leghista”, mentre sulla stampa vengono segnalate situazioni di medici i quali, pur avendo residenza fuori regione, sono di fatto domiciliati in Umbria da tempo ed hanno anche svolto regolarmente, in precedenza, il servizio sul territorio acquisendone, se non l’avevano, la conoscenza.

Peraltro altri ancora obiettano che da sola la residenza non dà alcuna garanzia sulla conoscenza del territorio, portano l’esempio di località limitrofe anche se appartenenti ad Usl diverse, come pure segnalano il fatto che il provvedimento – al di là di una generica necessità di una migliore organizzazione del servizio – manca sul punto di una motivazione espressa, con ciò diventando attaccabile sul piano giuridico

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