La negatività del dato umbro sulle morti sul lavoro, stabili tra il 2011 ed il 2012, che è risaltata per la tendenza alla diminuzione registrata ufficialmente in Italia, sarebbe frutto di un "abbaglio" perchè per l'Osservatorio indipendente di Bologna le morti "nazionali" sarebbero molto sottostimate ( nel 2013 ai primi di ottobre, dai dati ufficiali mancherebbero all'appello almeno 136 morti) e lancia la sfida di un confronto caso per caso
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E’ di lunga data la polemica tra Carlo Soricelli dell’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna e le istituzioni e/o associazioni che hanno tra i loro compiti anche quello di monitorare l’andamento del triste fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro per cui l’Italia ha il record europeo.
In Umbria, secondo l’Associazione nazionale per lavoratori mutilati e invalidi per lavoro nel 2012 ci sono stati 15 morti sul lavoro e 11.500 infortuni.
Cioè restano stabili le morti sul lavoro in Umbria nonostante cantieri, campi e fabbriche quasi svuotate dalla crisi. E tutto questo a fronte di una diminuzione costante degli infortuni invalidanti sul lavoro.

Un dato quello umbro sui morti che sembrerebbe in controtendenza rispetto al dato nazionale, che secondo l’Inail attesterebbe 790 le morti «bianche nel 2012, e 744.916 gli incidenti denunciati un decremento perciò, per i decessi, dell’8,8% rispetto al 2011 e del 28,8% rispetto al 2008. Anche gli infortuni sono in calo: in particolare dell’8,9% rispetto all’anno precedente, e del 22,8% rispetto al 2008.

Ora sembra certo che i dati in una piccola realtà come l’Umbria difficilmente possano essere sbagliati almeno per i decessi,
Viene quindi da chiedersi del perché di questo diverso andamento che fa venire un’angoscia ancora più grande.

Ma questa maggiore angoscia, in qualche modo diminuisce se si può prestare credito a quanto afferma Soricelli e cioè che i dati nazionali non sono veritieri e che ci sarebbero al 2 ottobre 2013, anno portato come esempio, ben 136 morti fantasma non risultanti dalle statistiche ufficiali.

Soricelli si rivolge al  Presidente dell’ANMIL Dott. Franco Bettoni, scrivendo "sulle morti per infortuni sul lavoro continuate a scrivere che le morti sono in continuo calo, addirittura del 30% dal 2008.
MA DI COSA STATE PARLANDO? Dal 2008 i morti sui luoghi di lavoro sono praticamente invariati.

Probabilmente prendendo per buono quello che si legge nei comunicati annuali, ma l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro può dimostrare che ciò non è vero. Anche se si guarda come monitorate i morti sul lavoro si capisce che non siete aggiornati e non li monitorate tutti.
Per quali ragioni? Superficialità, scarsa applicazione, eppure siete una struttura con enormi risorse economiche.

Come mai sui luoghi di lavoro ne avete monitorati 318 al 2 ottobre 2013, tra l’altro ci sono anche diverse morti in itinere, mentre l’Osservatorio ne ha monitorati a quella data 454?
Mi spieghi per favore questa differenza, chi sono i 136 morti che l’Osservatorio Indipendente di Bologna ha monitorato in più? Sono morti sul lavoro "fantastici" o di serie B?
Tra l’altro molto più grande la differenza se si tolgono dalle vostre liste i morti in itinere e quelli morti per infarti ecc…che l’Osservatorio non inserisce tra gli infortuni. Ed è così tutti gli anni.
Purtroppo le vostre campagne, come quelle dell’INAIL servono solo a lanciare messaggi sbagliati ai cittadini italiani, far credere all’opinione pubblica, ma anche alle nostre massime Istituzioni, quali la Presidenza della Repubblica, la Presidenza della Camera e del Senato e a tutti i parlamentari che il fenomeno è in calo mentre non è così, e sono pronto ad un confronto pubblico con L’ANMIL e l’INAIL, sperando anche che qualche parlamentare veramente libero s’interessi di questi drammatici problemi .
Un lieve calo c’è stato, ma non si parla mai che ciò è dovuto esclusivamente all’itinere, e che sui luoghi di lavoro i morti sono addirittura aumentati se si pensa ai milioni di posti di lavoro persi

Tutti gli anni si assiste a questa sottovalutazione del fenomeno che fa solo danni.
Fa diminuire l’attenzione per la Sicurezza sui luoghi di lavoro, la politica toglie risorse per i controlli ecc..
Adesso diciamo basta. Vedendo che fino ad ora tutto il lavoro volontario fatto dall’Osservatorio è stato inutile nonostante le migliaia di mail mandate, che mai vengono prese in seria considerazioni le considerevoli differenze nella rilevazione delle morti avevamo pensato di chiudere l’Osservatorio, ma centinaia di persone e anche politici ci hanno incoraggiato a continuare, che la nostra è informazione vera, non condizionata da nessun interesse, e questo è stato un forte stimolo a continuare.
Chiederò un incontro al Presidente Napolitano, alla Presidente della camera e del Senato per esporre i dati raccolti, che vengano confrontati con i vostri e quelli dell’INAIL."

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