Suggerimenti per il miglioramento e la riqualificazione ambientale dell'area verde posta a ridosso del centro storico della città di Todi
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Facendo seguito al colloquio del 14 ottobre 2013, Festa del Patrono San Fortunato, invio pubblicamente al Sindaco di Todi una proposta tecnica d’intervento migliorativo dell’ambiente del Colle della Rocca, da sviluppare nelle sedi competenti.

Relazione – Pedologia, idrologia e vegetazione
I terreni del Parco della Rocca, posti sul versante Ovest e Nord-Ovest sono caratterizzati da una struttura geologica e pedologica potenzialmente instabile anche per le accentuate pendenze di pendici percorse da una viabilità livellare e di collegamento verso valle.
La vegetazione naturale del Colle era costituita prevalentemente da olivi, lecci, aceri, querce e altre latifoglie arboree e arbustive con sottostante vegetazione di graminacee e leguminose pratensi, vegetazione che è stata progressivamente incrementata da conifere, in particolare cupressacee piantate a distanze ravvicinate che hanno aduggiato e progressivamente sostituito gran parte della vegetazione originaria.
Lungo le pendici verso la Consolazione e le Cerquette sono in particolare i cipressi con la loro chioma decidua a pH acido ad alterare l’equilibrio vegetazione e a ridurre la copertura del terreno, riducendo l’azione strutturale e di riduzione dell’erosione del suolo naturalmente operata dalla vegetazione, anche per la presenza di molte piante disseccate e inclinate.
La sistemazione idraulica delle pendici e della viabilità interna del Parco, anche per ciò che riguarda la viabilità pedonale di collegamento dal Piazzale della Rocca e la Consolazione è discontinua e insufficiente in particolare per le strutture di rallentamento delle velocità di corrivazione e di collegamento con i fossi di smaltimento idrico a valle.

Interventi proposti

Il primo intervento da eseguire è costituito dal taglio al colletto delle piante secche e difformi, in particolare delle conifere, diradandole fino a un sesto minimo di metri dodici per dodici (70 piante circa a ettaro) per arieggiare il terreno e favorire la vegetazione dell’olivo, del leccio, dell’acero, dei cespugli ornamentali e della vegetazione pratense, migliorando questa vegetazione con il recupero delle ceppaie non esaurite mediante ceduazione e protezione con mastici vegetali, con il taglio della vegetazione pratense, rinfittendola con la semina di una miscela di graminacee a cespo lasso (dactylis, lolium, etc.) e leguminose striscianti (trifoglio bianco, etc.) e con la piantagione di arbusti ornamentali.
Per migliorare la sistemazione idraulica si deve di ripristinare e completare la rete delle canalette di regimazione idraulica, scavate lungo le curve di livello e le strade, rallentando la velocità di corrivazione con cordoli intermedi e pozzetti di decantazione e sottopassi stradali in tomba, posti a una distanza minima di metri ottanta tra di loro e raccordati con tubazioni in tomba sugli attraversamenti stradali.
Per completare il miglioramento idrologico della pendice è’ necessario infine impedire lo scorrimento disordinato delle acque lungo le strade interne con confluenza di acque fangose sulla strada comunale della Consolazione e sulla strada regionale n.° 79 bis Orvietana, completando la rete delle affossature livellari con canalette grigliata di adeguata sezione posta lungo la strada della Serpentina e raccordate con le condutture di smaltimento delle acque verso le affossature longitudinali del Colle verso torrente Naia.

Conclusioni

L’intervento potrebbe essere realizzato in sinergia tra l’Agenzia Forestale e gli Uffici Comunali, Provinciali e Regionali competenti in materia ambientale, coinvolgendo anche le Scuole di Todi e in particolare il glorioso Istituto Agrario “Augusto Ciuffelli”.
Formulo questa proposta come Agronomo iscritto all’Ordine Professionale della Provincia di Perugia con il n.° 191, Ordine da sempre in prima linea per le attività in favore del Territorio e dell’Ambiente.

Renato Domenico Orsini

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