Frattelli Ceci, nati a San Venanzo, Alarico Moroni e Salvatore Papi di Marsciano nell'opera realizzata ed in progress dell'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea
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Nell’attività dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea hanno avuto un’importanza particolare sia la riscoperta di personaggi dimenticati dell’antifascismo umbro e della loro attività durante la dittatura, sia l’attenzione ai protagonisti, noti e meno noti, della Resistenza nella regione, attraverso la pubblicazione di memorie, diari, autobiografie.
Mancava tuttavia, nonostante l’esistenza di repertori biografici di cui il più completo è quello sugli antifascisti umbri nella guerra di Spagna, un lavoro analitico che potesse offrire un panorama completo dei personaggi attivi durante il ventennio fascista e durante la guerra di Liberazione.
La realizzazione di un Dizionario biografico risponde a questo scopo
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Scopo che dichiaratamente verrà raggiunto col tempo, il Dizionario è in progress, per cui mancano i nomi di tanti eroi, tra cui segnaliamo agli autori – invitando quanti hanno la memoria di quei tempi di dare anch’essi ulteriori validi suggerimenti  – quello di Antero Cantarelli, comandante partigiano folignate che poi nella vita civile seppe continuare a dare testimonianza di un’eroicità senza’armi se non quella della bontà e del rispetto per i più disognosi.
Tra i nomi presenti nel Dizionario tre di nati nella media valle del Tevere Umbro che vi proponiamo:

Ceci fratelli
Armando, Giuseppe, Ulisse Ceci. Nascono a San Vito in Monte, (San Venanzo, Tr), rispettivamente il 14 aprile 1923, il 3 ottobre 1925, il 3 maggio 1925, i primi due sono fratelli, il terzo invece è un loro cugino. Coloni, residenti a Montelagello (Marsciano Pg). Renitenti alla leva della Rsi, insieme ai cugini Roberto Ceci e Nello Casaletti sono arrestati nella notte tra il 24 e il 25 marzo 1944 da una squadra di militi della Gnr di Perugia. Condotti nei locali della Prefettura, subiscono violenti interrogatori da parte di ufficiali della Gnr che intendono conoscere informazioni sull’esistenza di altri renitenti, vengono quindi reclusi per tre giorni nel carcere di Perugia. La mattina del 28 marzo sono trasferiti a Marsciano e qui, in una sala del palazzo comunale, immediatamente processati dal Tribunale militare di guerra di Perugia, presieduto dal colonnello dell’esercito della Rsi Michele De Logu. Riconosciuti colpevoli del reato di renitenza alla leva, in base all’art. 2 del decreto legislativo del 18 febbraio 1944 n. 10, sono condannati a morte. Roberto Ceci e Nello Casaletti vengono invece condannati a 24 anni di reclusione, in quanto militari che non si erano presentati al reparto di appartenenza allo scadere di una licenza di convalescenza. Nonostante la presentazione di una domanda di grazia, la sentenza è immediatamente eseguita: i tre giovani sono fucilati presso il muro di cinta del cimitero di Marsciano da una squadra di dodici militi, comandata del tenente Pietro Facioni, appartenente alla «Compagnia della morte», reparto del 102° Battaglione bis della 102° Legione della Gnr di stanza a Perugia. Alcuni mesi dopo la Liberazione, il 5 aprile 1945, le salme vengono traslate dal cimitero di Marsciano a quello della frazione di Mercatello con una grande cerimonia pubblica.
Angelo Bitti 

Moroni Alarico
Nasce a Marsciano (Pg) il 13 maggio 1891. Commerciante. Antifascista. Nel 1912 si trasferisce a Nizza, dove si dedica al commercio.
Espulso dalla Francia per frode all’erario, il 3 dicembre 1932 giunge in Belgio, con un passaporto rilasciatogli dal comune di Nizza. Il 22 marzo, munito di un foglio di via obbligatorio, è obbligato a lasciare Anderlecht, città dove si era stabilito, e a tornare in Italia. Agli inizi del 1934 si trasferisce a Perugia. Il 1 maggio 1937, a seguito di una lettera anonima inviata alla questura del capoluogo umbro, è accusato di fare parte di un’organizzazione clandestina antifascista, di svolgere propaganda sovversiva e di essere rimpatriato per compiere una missione pericolosissima.
La lettera è scritta da un sedicente pentito della stessa associazione, che dice di essere di Umbertide. Il 7 maggio è arrestato, ma rilasciato dopo qualche giorno perchè le accuse si dimostrano infondate.
Il 7 novembre 1938, la Pretura di Genova lo condanna a un anno e due mesi di reclusione per truffa. Il 10 febbraio 1943 è arrestato a Perugia, in seguito alla denuncia del sergente del Regio Esercito Luigi Gentili.
Quest’ultimo dichiara alla polizia di averlo conosciuto alcuni giorni prima e di aver sentito da lui alcune dichiarazioni sulla guerra e sul regime.
Secondo tali affermazioni la guerra sarebbe dovuta concludersi entro il successivo mese di ottobre, sarebbe stato imminente uno sbarco degli inglesi in Sicilia e un colpo di Stato che avrebbe provocato la sostituzione del Re con il Principe ereditario, la cacciata di Mussolini e la nomina a Capo del governo di Badoglio o Graziani.
Il 5 aprile 1943, accusato di aver svolto propaganda contro il regime e contro la guerra è assegnato al confino per tre anni presso le isole Tremiti. Il 16 agosto è disposta la revoca del provvedimento. Nell’agosto del 1955 subisce una condanna per estorsione.
Antonio Pio Lancellotti

Papi Salvatore

Nasce a Marsciano (Pg) il 6 luglio 1906. Comunista. Prima dell’avvento del fascismo svolge attività politica partecipando alle manifestazioni che caratterizzano il biennio rosso.
Iscritto al PcdI, dopo l’avvento al potere dei fascisti non svolge più attività politica. Il 26 ottobre 1928 viene denunciato per propaganda sovversiva e vilipendio alle istituzioni, in quanto nel corso di una lite ha imprecato, evocando la ricostituzione a Marsciano della Camera del lavoro al posto della casa del fascio.
Non viene comunque promossa alcuna azione penale nei suoi confonti, in quanto è riconosciuta la sua buona condotta generale: la frase è considerata un’espressione di animosità individuale e non di propaganda contro il regime. Il 3 febbraio 1931 viene definitivamente radiato dall’elenco dei sovversivi.

Antonio Pio Lancellotti

Il sito che presenta le voci biografiche dei protagonisti dell’antifascismo e della Resistenza umbra è on line: http://www.antifascismoumbro.it/ .
Un universo complesso che intende proporre le biografie dei più di tremila schedati nel Casellario Politico Centrale, ma anche di tutti coloro che non schedati, umbri e non solo, sono stati attivi nella Resistenza della nostra regione
 

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