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Nell’attuale, difficile situazione economica e sociale che incide pesantemente sulle imprese e sui lavoratori pubblici e privati, devono essere dati segnali concreti verso la riqualificazione della spesa all’interno della Pubblica Amministrazione e una ridistribuzione degli emolumenti accessori volti a criteri di diminuzione di risorse a redditi più alti, verso fasce di reddito più basse.

Come CISL, abbiamo da anni rappresentato le necessità di procedere rapidamente al completamento della revisione del  modello organizzativo degli uffici della Regione, al fine di renderlo più funzionale e rispondente alle esigenze del cittadino e alla razionalizzazione della spesa pubblica.

Seguendo questi principi, riteniamo che anche la Dirigenza Regionale, deve svolgere un ruolo importante attraverso segnali di presenza e di partecipazione, verso un utilizzo ponderato delle risorse destinate al fondo per la retribuzione di posizione e di risultato a partire dall’anno 2012, in modo tale che parte dei risparmi che ne derivano possa contribuire a porre in essere azioni indirizzate anche alla valorizzazione del personale del comparto. Ciò passa anche attraverso un ulteriore snellimento del numero dei Dirigenti della Regione.

Continuiamo a sollecitare la Giunta Regionale, affinchè porti a pieno compimento il processo di riorganizzazione degli uffici regionali, con un pieno coinvolgimento di tutti i servizi e professionalità che vi operano, tendendo alla massima valorizzazione e piena utilizzazione, eliminando procedure organizzative non funzionali al raggiungimento degli obbiettivi prefissati.

Riconosciamo che gli atti intrapresi dalla Giunta Regionale vanno verso una progressiva riduzione dei Dirigenti con conseguente diminuzione della retribuzione di risultato, ma comunque va riconosciuta una disparità contrattuale tra dirigenza e comparto che va attenuata, come pure è apprezzata la scelta politica verso una fiscalità, che gravi il meno possibile sui cittadini e basata su un principio sociale di salvaguardia delle fasce più deboli, con una progressività, che in questo momento storico di crisi e difficoltà economica, chiede un sostenibile sforzo alle fasce di reddito superiori.

Come Organizzazione Sindacale, sosteniamo la piena applicazione delle norme previste dal Contratto Nazionale di lavoro, che prevede per i Dirigenti una indennità fissa “di posizione” ed una indennità variabile “di risultato”, indennità legate alla responsabilità della funzione del dirigente ed al raggiungimento degli obbiettivi assegnati ed i risultati conseguiti, aspetti che purtroppo non sempre sono pienamente tangibili e riscontrati.

Riconosciamo che dal 2001, si riscontra un’effettiva riduzione del numero dei dirigenti da 197 a 62 e che tra due anni il numero potrà essere ridotto di ulteriori dieci posizioni dirigenziali.

Ma rileviamo che comunque abbiamo anche Coordinatori, Direttori Generali, che devono essere oggetto di analogo provvedimento di riduzione e risparmio.

Stiamo parlando di un fondo di tre milioni di Euro per la dirigenza, che a fronte della diminuzione del numero delle posizioni dirigenziali, all’eliminazioni degli interim, si determina un risparmio di circa 600 mila Euro, risparmi che stante la situazione di crisi devono essere destinati a politiche ed azioni a sostegno dell’occupazione ed alla stabilizzazione occupazionale del lavoro precario.

Se questi sono gli intenti e gli obbiettivi, come CISL, sosterremo le intese necessarie per liquidare gli incentivi dell’anno 2012.

Questo dovrà valere anche per la Dirigenza di tutte le altre amministrazioni pubbliche locali (Comuni, Province, ecc.).

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