Nel variegato mondo politico italiano si incontrano ad ogni angolo movimenti, partiti ed associazioni.
Ciò è la controprova che l’italiano, ciascun italiano ha idee proprie diverse dagli altri, ma è anche indicativo del pericolo che si corre con un sistema politico esclusivamente maggioritario. Quest’ultimo, nato sull’onda dell’esigenza di governabilità, rischia di creare un oligopolio culturale-politico per cui o la pensi e sei “dentro” uno dei due o tre partiti che vanno per la maggiore oppure sei fuori del tutt,o non solo dalla rappresentanza istituzionale, ma anche dalla circolazione delle idee.
Coi rischi connessi di esplosione, come per tutte le cose compresse, e di una rappresentanza che elezione dopo elezione si riduce ad essere quella della maggioranza della minoranza (che è andata alle urne).
Ma il maggioritario è, da tempo, il mito italiano anche se poi si cerca di salvare capra e cavoli.
Un mito che non ci sarebbe da alimentare troppo visto che per la governabilità basterebbe una Camera, che è attualmente affiancata egregiamente dalla Conferenza Stato – Regioni, lasciando eventualmente a quello che è adesso il Senato la possibilità di far valere le ragioni di tutti quando queste raggiungano un valore più qualificato della maggioranza semplice.
Un contrappeso al rischio “dittatura democratica”
Tra le tante espressioni della politica attuale italiana c’è anche il Mir (moderati in rivoluzione) che ha scelto l’Umbria per parlare di “Sacralità della vita e centralità della famiglia per un Europa con un’anima”.
Questo é stato il titolo del Convegno che si è svolto sabato 14 dicembre al Centro Congressi Parco Acquarossa di Gualdo Cattaneo.
Ospiti d’eccezione Magdi Cristiano Allam, europarlamentare; l’Avv. Gianpiero Samorì, leader del Mir; il dott. Renzo Tettamanti, Movimento per la Vita Umbria e Laura Efrikian, scrittrice.
L’intervento di Samorì si è concentrato sulle difficoltà delle famiglie italiane di poter mantenere, in maniera decente, i propri figli; famiglia messa a dura prova per la crisi economica del nostro paese.
L’Avv. Samorì, ha soffermato l’attenzione su una delle “tante ipocrisie italiane: mentre tutti parlano, la tutela della famiglia di grandi valori etici ed altro, le concrete politiche economiche perseguite in particolare dal governo Letta/Monti/Alfano a partire dal 2011 si sono costantemente orientate nella penalizzazione della famiglia.
La fiscalità ha colpito i ceti medio/bassi notoriamente più sensibili ai valori familiari riducendo in modo vergognoso la capacità di spesa e quindi la coesione dei nuclei, con l’Imu si è tassata la prima casa, tipico investimento della famiglia senza neppur togliere dal valore patrimoniale l’ammontare dei debiti ipotecari, finendo per tassare i debiti anziché il patrimonio.
Invece che introdurre sistemi di incentivazione per la costruzione di asili nido aziendali per favorire, vuoi la produttività, vuoi la serenità della maternità, si è introdotta una tassazione sulle Società con fatturato Superiore ai 50 Mlm per rifinanziare l’antitrust, sottraendo alle imprese le stesse risorse che sarebbero state necessarie per costruire e gestire gli asili nido aziendali.
Potrebbero portarsi altri cento esempi a riprova delle ipocrisie dei ceti dominanti, che mentre si riempiono la bocca di sperticate lodi per la famiglia continuano imperterriti ad agire per mortificarla, tutti presi dalla unica preoccupazione di tutelare le classi dirigenti parassitarie che non hanno mai lavorato un’ora in vita loro nella società civile e nelle economie reali.”













