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“Il Governo sembra voler andare in direzione opposta rispetto alla libera concorrenza nel settore RC auto, e senza che ciò permetta di realizzare il tanto auspicato calo delle tariffe RC auto”. Così le associazioni di categoria dei carrozzieri di Cna e Confartigianato dell’Umbria – cui aderiscono 400 carrozzerie delle 510 operanti sul mercato regionale – commentano le norme riguardanti la riforma RC Auto contenute nel decreto legge emanato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Il Governo ha inserito nel decreto legge riguardante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, anche nuove regole capestro per le carrozzerie, a tutto vantaggio delle compagnie di assicurazione.

“L’approvazione in questa versione – afferma Cinzia Bugiantelli, presidente Autoriparatori Cna Umbria – renderebbe nei fatti obbligatoria la “forma specifica” nel risarcimento dei danni dei veicoli incidentati, vale a dire far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. Questa norma è l’esatto contrario delle liberalizzazioni perché, nei fatti, si indirizzerebbe tutto il mercato della riparazione verso le carrozzerie convenzionate, alle quali le Assicurazioni impongono condizioni contrattuali capestro che le costringe a lavorare sotto costo, mettendo così a rischio anche la qualità della riparazione. Inoltre si impedirebbe ai cittadini di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dall’officina di fiducia”.

“Liberalizzare – aggiunge Michele Pannacci, presidente Carrozzieri Confartigianato – significa ampliare l’offerta, mentre il provvedimento all’esame del Parlamento metterebbe fuori gioco migliaia di carrozzerie che hanno individuato nella propria indipendenza imprenditoriale la scelta strategica di mercato. Inoltre, la norma proposta si muove in un grave e palese conflitto di interesse in cui ricadono le Assicurazioni che, per legge, sono obbligate a risarcire il danno e non ad occuparsi direttamente della riparazione. Infatti, si permetterebbe a chi deve risarcire il danno, quindi a chi paga la riparazione, di decidere dove, come e quanto pagare. In quale economia liberista chi compra un servizio decide il prezzo e le modalità di vendita?”

“Le carrozzerie – concludono Bugiantelli e Pannacci – non possono essere rottamate per decreto in nome di una presunta riduzione delle tariffe Rc auto e di una finta liberalizzazione.

Le associazioni dei carrozzieri dell’Umbria di Cna e Confartigianato hanno aderito alla mobilitazione della categoria, annunciando la partecipazione alla  manifestazione che si terrà a Roma il 15 gennaio davanti al Parlamento, per sollecitare l’eliminazione dell’obbligo di risarcimento in forma specifica dal pacchetto di norme sulla riforma dell’RC auto contenuto nel decreto legge. Su questi temi le associazioni incontreranno nei prossimi giorni i parlamentari umbri a tutela dei propri interessi e a difesa della libertà di scelta dei consumatori.

 

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