L’ipotesi che dietro le stragi di animali di allevamento in Umbria, ma anche in Maremma ed in Emilia Romagna, ci fosse qualche cosa di strano prende consistenza, secondo quanto riferito tempo fa dall’agenzia stampa Gea Press.
In particolare, in Umbria, ad essere al centro dell’attenzione la zona del Peglia, dell’Orvietano e dell’Appennino umbro – marchigiano con la colpa invariabilmente addossata al lupo appenninico, specie protetta
Secondo quanto comunicato dalla Forestale, in Italia potrebbero essere stati importati lupi di provenienza estera per essere fatti accoppiare con cani lupo cecoslovacco, che hanno un grande e ricco mercato.
Il cane lupo cecoslovacco, spiega la Forestale, ha la tempra, la mentalità e l’addestrabilità di un pastore tedesco e la forza, le caratteristiche fisiche e la resistenza di un lupo.
Il rischio, al di là delle singole responsabilità che dovranno passare al vaglio della Magistratura, è che da qualche parte si possa essere creato un animale che non è più lupo, ma neanche di un cane di razza lupo cecoslovacco.
Un ibrido, cioè, che potrebbe avere comportamenti diversi dal lupo, che è abituato a scappare alla vista dell’uomo e attacca animali isolati solo quando è disperato per la fame ed in branco.
L’ibrido sarebbe anche molto più prolifico, fino a 20 cuccioli l’anno, e ciò spiegherebbe la diffusione delle segnalazioni di attacchi
Secondo la Forestale si sarebbero verificati in natura fenomeni riproduttivi dovuti alla diffusione accidentale di esemplari ibridi.
L’ipotesi però più incredibile è quella di un lupo nord americano, che si sarebbe spesso trovato libero nei boschi dell’Appennino accoppiandosi con il lupo selvatico italiano e generando ibridi facenti ormai parte della fauna selvatica del nostro paese.
Per adesso otto allevatori hanno subito la perquisizione domiciliare e dovranno ora difendersi dalle accuse contestate di falso in atto pubblico, detenzione di specie protetta, violazione delle normative CITES (Convenzione di Washington che tutela le specie di flora e fauna in via d’estinzione) e violazione della legge sulla caccia.
Sequestrati in tutto 37 cani in allevamenti toscani, piemontesi, calabresi, campani ed emiliani. Ad intervenire il Corpo forestale dello Stato del Servizio Cites Centrale di Roma oltre che i Nuclei della Polizia Ambientale e Forestale di ben otto province.
Se ciò dovesse essere confermato gli allevatori danneggiati dovrebbero prendere di mira altri che non le istituzioni pubbliche.
Non è da escludere neanche gli ibridi siano stati generati dall’incrocio tra il lupo appenninico locale con cani lupo abbandonati nelle zone.
In ogni caso a causare il problema sarebbe stata la mano dell’uomo.








