Con D.P.R. n° 74/2013, in vigore dal 12/7/2013, la periodicità della ”analisi fumi” per le caldaie degli impianti termici di potenza da 10 a 100 Kw , alimentate a gas, metano o gpl  e in cui rientra la quasi totalità degli impianti singoli, è stata elevata da due a quattro anni. Rimane, invece, invariata la periodicità dell’ordinaria manutenzione  sulla base delle istruzioni rese disponibili dall’installatore, o, in mancanza, elaborate dal fabbricante , oppure sulla base delle normative Uni e Cei. 
Poiché io il controllo completo, con l’analisi fumi, l’ho fatto a Novembre 2011, ho chiesto alla ditta di cui mi servo di farmi solo il controllo ordinario e di manutenzione. Al che il dipendente che mi ha risposto al telefono, mi ha detto che, per quanto riguarda la periodicità  quadriennale dell’analisi fumi, egli non aveva ricevuto alcuna disposizione dalla Ditta.
Allora ho telefonato all’ufficio competente della Provincia, il cui Funzionario mi ha confermato che, effettivamente, la nuova disposizione non è ancora in vigore in quanto, per la sua applicazione, occorre una legge regionale che, da quanto gli risultava, era in via di elaborazione e che si prevedeva la sua emanazione entro il decorso mese di Novembre.
Ho telefonato, allora, in Regione, dove la Funzionaria competente, molto gentilmente, per la verità, mi ha confermato che la legge era in via di definizione e che sarebbe uscita quanto prima; cosa,  che, però, a distanza di circa sei mesi dal citato DPR, non è ancora avvenuta.
Nel frattempo ho saputo che qualcuno, in attesa della legge regionale, richiede al tecnico abilitato il solo controllo “ordinario”, facendo apporre sul Libretto di manutenzione impianto, a discarico della responsabilità del tecnico, e sottoscrivendola,  la dicitura, che: “Il cliente si rifiuta di effettuare l’analisi dei fumi, non essendo trascorsi 4 anni dall’ultimo controllo”.
Senonchè dalla stampa ho appreso che qualche comune sopra 40.000 abitanti, cui  compete il controllo delle caldaie nel proprio territorio, ritiene che la periodicità quadriennale dell’analisi fumi valga per le analisi effettuate dopo l’entrata in vigore del citato DPR e non per quelle fatte in precedenza, anche se entro il quadriennio, salvo eventuali nuove determinazioni da parte della Regione; il che non mi sembra condivisibile in quanto le analisi fatte dopo il 12 luglio 2013 saranno state fatte con le stesse modalità di quelle fatte in precedenza, per cui non capisco perché queste ultime non dovrebbero essere ritenute valide!
Intanto, però, questa interpretazione aumenta il subbuglio fra gli utenti, mettendo particolarmente in costernazione quelli che eventualmente avessero pensato di risolvere il problema con la citata “dicitura” e che, in caso di interpretazione restrittiva della Regione, si vedrebbero costretti a “richiamare” il Tecnico per fare anche l’analisi dei fumi, pagando una doppia “chiamata”.
In ogni caso, l’aspetto economico della “decorrenza” delle nuove disposizioni del citato DPR non è irrilevante in quanto  un controllo completo, anche con l’analisi dei fumi, compreso il famoso “bollino”, viene a costare 90/100 Euro, mentre  un semplice controllo ordinario ne costa 40/50 al massimo e, nella attuale situazione di crisi economica, per una famiglia,dover esborsare 50 Euro in più, non è indolore!
E’ auspicabile, pertanto, che la Regione emani il più presto possibile la propria legge per mettere fine a questo stato di confusione e di ansia fra gli utenti e possibilmente con una interpretazione non “pignola”, cioè prettamente letterale del Decreto, ma di buon senso in favore degli utenti, riconoscendo la validità delle analisi antecedenti al 12/7/2013, purchè ovviamente entro il quadriennio.

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