La convocazione della seduta del Consiglio Comunale del 17 gennaio 2014 è stata presa di nuovo a pretesto dal centrodestra tuderte per tentare l’impossibile impresa di mostrare alla città la loro presenza.

 Come al solito la battaglia politica non è condotta sui contenuti, cominciamo a pensare che non ce ne siano, ma solo ed esclusivamente su questioni formali irrilevanti che nulla aggiungono al dibattito politico e che hanno come unico effetto l’amplificazione del senso di distacco tra cittadini e chi li rappresenta.

 Il dato politico rilevante è che il Comune di Todi da Gennaio 2014 eviterà l’inutile dispendio di risorse per la consegna delle comunicazioni ai consiglieri utilizzando la posta elettronica certificata (PEC) invece che il messo comunale. Uno degli impegni del programma elettorale del centrosinistra cui l’Amministrazione Rossini ha tenuto fede.

 Il sagace capogruppo Primieri sostiene beffardamente che c’è poco da essere contenti del risultato in quanto la PEC è realtà quotidiana in tantissime amministrazioni pubbliche e private. Con queste ingenue dichiarazioni l’ex-vicesindaco ammette candidamente di non essersi per nulla interessato del problema del contenimento della spesa pubblica nei suoi cinque anni di mandato, neanche per prendere un atto così ovvio, semplice e banale.

 Altro dato politico è che l’opposizione si è presentata al Consiglio comunale con la metà dei suoi consiglieri e ha solo tentato di delegittimare la regolarità della convocazione. Ha deciso poi di abbandonare l’aula quando si è votata una delibera a favore dei cittadini con l’approvazione della proroga dei termini di pagamento della maggiorazione TARES 2013 e TARSU 2013.

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