“NonStiamoSereni”: i pensionati della provincia di Perugia, recandosi nelle sedi sindacali territoriali e nelle diverse iniziative programmate, potranno aderire all’iniziativa di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil e sottoscrivere una cartolina per chiedere risposte al Presidente del Consiglio. Previste 2 milioni di firme da tutta Italia, delle quali 50 mila dall’Umbria e 30 mila dalla sola provincia di Perugia. Attraverso questa iniziativa i sindacati dei pensionati chiedono risposte su temi intergenerazionali come lavoro, reddito, occupazione e sviluppo. Ma anche welfare pubblico e solidale, riduzione delle tasse per i pensionati e legge sulla non autosufficienza.
Nel corso della conferenza unitaria di questa mattina, i segretari Graziano Massoli (Spi Cgil), Silio Pascolini (Fnp Cisl) e Roberto Tortoioli (Uilp Uil) hanno illustrato l’inizio di un percorso, che se inascoltato, porterà alla mobilitazione. Tra gli obiettivi quello di tenere alta l’attenzione sulle drammaticità, dai mille volti, dell’Italia e quindi dell’Umbria. Una situazione che vede in forte sofferenza i pensionati della provincia di Perugia con una retribuzione media di circa 890 euro. Questo in famiglie dove sempre di più il pensionato svolge un ruolo di ammortizzatore sociale per figli cassintegrati e nipoti disoccupati. Altra questione sulla quale i tre segretari hanno puntato l’attenzione è quella riguardante il fondo per la non autosufficienza: ancora una volta è stata richiesta un’adeguata copertura finanziaria e una legge nazionale.
Tra le priorità espresse quella di ridurre le tasse anche per i pensionati e per le fasce più deboli della società. Possibilità di aiuti anche per gli incapienti. Risorse che devono essere reperite intervenendo sugli stipendi e pensioni d’oro e attraverso la lotta agli sprechi e ai privilegi della politica. Per i segretari, soprattutto quest’ultimo aspetto apre una vera e propria questione morale. “In un momento come quello che stiamo attraversando –hanno spiegato- è intollerabile che permangano privilegi, a tutti i livelli. Uno fra tutti, i vitalizi dei consiglieri regionali”.








