L'inventore dell'E - Cat non esclude integrazioni tra la sua creatura ed il sistema a sali fusi del solare termodinamico di cui il Gruppo Angelantoni è esclusivista mondiale
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Gianluigi Angelantoni, in passato, ebbe ad esprimere tutta la sua perplessità sull’E –Cat di Rossi e Focardi, ma forse il detto: “mai dire mai” potrà avere una nuova dimostrazione.
Infatti, Rossi sul suo blog non ha escluso la possibilità di una integrazione tra la sua creatura ed il sistema a Sali Fusi, invenzione dell’Enea di Rubbia che la Archimede Solar del gruppo Angelantoni utilizza per il solare termo dinamico.

Il tutto è iniziato con una discussione, se sia possibile usare il calore solare per avviare l’E – Cat e controllare la reazione, sul  Journal of Nuclear Physics con Steven Karels

Inizialmente Rossi ha risposto con un “perché no” alla domanda se” un grande impianto solare termico potrebbe fornire tale potenza termica necessaria per l’avvio  di un eCat?” e con un “forse” alla domanda “ L’eCat potrebbe riscaldare un sale fuso ad una temperatura superiore a quella normalmente fornita da un impianto solare.”
Poi però Rossi ha osservato che, dopo che il sistema E –Cat avesse riscaldato il fluido a Sali Fusi, le regole per produrre elettricità sarebbero le stesse.

I tubi dei ricevitori solari dell’impianto solare termodinamico sono composti da: (1) un tubo interno in cui scorre il fluido termovettore, e che è in acciaio per poter resistere alla corrosione; (2) un rivestimento del tubo in acciaio costituito da un film multistrato comprendente all’esterno uno strato ceramico con elevato potere anti-riflettente, uno intermedio di materiale nanocomposito ad elevato coefficiente di assorbimento della radiazione solare e uno inferiore di materiale metallico in grado di riflettere la radiazione infrarossa; (3) un tubo esterno ad alto vuoto in vetro borosilicato dotato di un rivestimento antiriflesso sulle superfici interne ed esterne. Grazie a tutti questi strati e rivestimenti, i ricevitori in questione massimizzano l’assorbimento della radiazione solare e minimizzano l’emissività, per cui la conversione di energia solare in termica è assai elevata.
 

 

I sali fluidi utilizzati nell’impianto sono composti da una miscela di nitrati di sodio e potassio che hanno la proprietà di accumulare il calore per tempi prolungati modulando l’erogazione (anche di notte) dell’energia raccolta e di consentire di raggiungere una temperatura molto elevata (fino a 550°C), aumentando l’efficienza di conversione termico-elettrica dell’impianto a concentrazione solare in cui vengono utilizzati. La miscela di sali fusi è composta al 60% da nitrato di sodio ed al 40% di nitrato di potassio. Trattandosi di sostanze presenti nei fertilizzanti per l’agricoltura, non inquinano l’ambiente, sono disponibili in grandi quantità ed a basso costo, e non risultano corrosivi per i tubi ricevitori sotto vuoto. I normali impianti a parabole lineari invece di sali fusi usano fluidi composti da oli minerali o sintetici, che necessitano di un serbatoio di accumulo più grande e non possono raggiungere temperature superiori a 400°C, il che limita l’efficienza del ciclo vapore per la produzione di elettricità.

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