“Il futuro della zootecnia in Umbria”, è stato oggetto di un convegno che si è tenuto a Trestina (Città di Castello), per iniziativa dell’assessorato regionale all’agricoltura, all’interno della 12esima Sagra della Bistecca e dei Prodotti Tipici.
La conclusione è stata che, presidio del territorio ed elemento insostituibile della preservazione dell’ambiente agricolo e collinare dell’Umbria, soprattutto per quanto riguarda le zone marginali, la zootecnica deve sempre più puntare a porsi in una relazione virtuosa con l’ambiente, sperimentando nuove tecnologie per lo smaltimento dei reflui, raccordandosi in modo trasversale, oltre che con la tutela ambientale, con la sanità e l’urbanistica, senza dimenticare la necessità di una forte azione d’informazione e di comunicazione, ai fini di una corretta e moderna educazione alimentare.
Il convegno è stata anche un’occasione per fare il punto sulla nuova legislazione agricola, la “Pac” e soprattutto sul Programma di Sviluppo Rurale, in fase di stesura da parte degli uffici regionali.
“La zootecnia – ha detto Paolo Papa, responsabile del Settore Sistemi Naturalistici e della Zootecnia della Regione Umbria, sottolineando il ruolo di “presidio territoriale” dell’attività zootecnica – ha aggiunto – deve puntare sempre di più alla qualità ed alla tipicità delle produzioni”.
“L’Umbria – ha ricordato la rappresentante dell’assessorato regionale all’agricoltura – si è dotata di uno specifico Piano Zootecnico, che è stato approvato e adottato dalla giunta regionale, e che sarà attuato in stretta correlazione con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale”.
“Il mestiere di allevatore si fa più per passione che per reddito”, ha detto il presidente dell’Associazione Regionale Allevatori Luca Panichi, aggiungendo che “si è lavorato insieme per costruire prospettive, che unifichino i regolamenti e agiscano sul mercato”.
Lazzaro Bogliari, presidente di “Agriumbria”, la Mostra-Mercato Nazionale di Bastia Umbra, ha ricordato il ruolo svolto dalla Fiera, come “momento per parlare di tutti i problemi e le questioni aperte, dalla produzione alla commercializzazione, dall’informazione all’educazione alimentare”.
Stefano Mengoli, presidente del Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, si è soffermato sul ruolo dei Consorzi di Tutela: che è “quello – ha detto – di far conoscere e organizzare il mercato, anche per quanto riguarda l’ingresso nella grande distribuzione e nella ristorazione. Chiediamo – ha detto – piena sinergia con il Piano di Sviluppo Rurale, per migliorare l’attività delle filiere di produzione”.
Franco Fedeli, allevatore, ha affrontato il tema del “benessere animale”: “un tema importante e bisogna parlarne con cognizione di causa – ha detto -, un tema che noi allevatori, che viviamo tutti i giorni a stretto contatto con i nostri animali, conosciamo bene, a differenza di altri”.
A conclusione del dibattito, si è tenuta una degustazione di Chianina, con piatti a cura dello chef dell’Università dei Sapori di Perugia Massimo Infarinati.













