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Il faticoso recupero del settore manifatturiero ai livelli pre crisi, che era apparso chiaro negli ultimi trimestri del 2013, nei primi novanta giorni del 2014 si è fermato, ma i primi dati del 2° trimestre inducono Giorgio Mencaroni, Presidente di Unioncamere Umbria, ad un cauto ottimismo
unioncamere

Una battuta d’arresto, inattesa, soprattutto se i dati umbri si confrontano con quelli nazionali. L’Umbria fatica ad uscire dalla crisi e come al solito è tra le ultime a reagire alle situazioni ed agli stimoli nazionali
La ripresa economica perciò in Umbria sembra che abbia ancora il freno a mano tirato.

Ma Giorgio Mencaroni, Presidente di Unioncamere Umbria, avverte: “I primi indicatori economici del II trimestre ci inducono ad un cauto ottimismo. La situazione, seppur lentamente, è destinata a migliorare”.

Ecco tutti i dati aggiornati dell’indagine congiunturale di Unioncamere Umbria sulle imprese manifatturiere e commerciali  

Il faticoso recupero del settore manifatturiero ai livelli pre crisi, che era apparso chiaro negli ultimi trimestri del 2013, nei primi novanta giorni del 2014 si è fermato.
L’indagine realizzata da Unioncamere Umbria su un campione di 400 imprese manifatturiere che operano in Umbria, è articolato in 8 macrosettori di attività. Vediamo i dati.

Il decremento della produzione industriale è stato dello 0,1% rispetto allo stesso trimestre del 2013 a fronte di un dato medio nazionale che fa registrare una crescita dell’1,2% ma in linea con i dati del centro Italia, dove il calo è stato dell’1,5%. Gli imprenditori intervistati da Unioncamere Umbria tuttavia prevedono che la situazione sia destinata a migliorare nel corso del 2014.

Leggera frenata anche sul fatturato che arretra dello 0,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, in linea con i dati del centro Italia (-0,7%) e lontano dall’incremento registrato a livello nazionale (1,4%).

Anche per gli ordinativi totali ritorna il segno meno rispetto all’analogo periodo del 2013 (‐0,8%). Quasi come i dati del Centro Italia (‐1,0%) ma peggio della media del sistema produttivo nazionale che ha fatto registrare un incremento dell’1,2%.
Gli ordinativi provenienti dall’estero fanno registrare un incremento del 2,6% rispetto al 1° trimestre 2013: un buon risultato che però è più basso del dato medio nazionale (+3,4%).

Il grado di utilizzo degli impianti è in linea con quello nazionale: alla fine del primo trimestre 2014 è stato pari al 74,8% sulla base delle risposte fornite dalle imprese incluse nel campione dell’indagine campionaria.

Particolarmente marcato risulta il divario tra il sistema produttivo regionale e quello nazionale per quanto riguarda le settimane di produzione assicurata dalla consistenza del portafogli ordini a fine trimestre: per l’Umbria il risultato è stato di 6,5 settimane rispetto alle 8,6 settimane del dato nazionale e alle 9,8 del Centro Italia.

I risultati migliori arrivano dal comparto delle industrie alimentari, che cresce del 2,4% rispetto allo stesso trimestre del 2013 a fronte di un mercato nazionale fermo. Bene anche il fatturato (+0,6%) migliore della media nazionale (‐0,5%). Benissimo il mercato estero: +4,5%.

La frenata arriva dal settore Moda, che dopo i buoni risultati dell’ultimo trimestre del 2013 ritorna con i numeri in negativo: -2,4% la produzione rispetto a un + 0,7% del dato nazionale. Il fatturato migliora all’estero (+2,8%) ma nel primo trimestre 2014 cala del 2,4%, in linea con gli ordinativi totali (‐2,4%).
Preoccupa il portafoglio ordini: la produzione assicurata è di 4,3 settimane rispetto alle 9,6 settimane del dato nazionale. Gli imprenditori del settore sono pessimisti anche per il mercato estero: solo il 6% si aspetta una crescita.

Situazione difficile anche per il settore del legno e del mobile. La produzione arretra (‐2,0%) insieme al fatturato (‐0,8%). E il grado di utilizzo degli impianti è il più basso tra tutti i settori considerati (66,7%).
Le industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche nei primi tre mesi del 2014 registrano una flessione produttiva dell’1,2%, a fronte della buona performance del dato nazionale (+2,6%). Scendono fatturato (-1,4%) ed ordinativi (‐1,1%).
Ferme le industrie dei metalli che vanno bene all’estero (+4,1%) ma non si muovono sul mercato italiano: -0,1% la produzione e ‐0,4% per quanto riguarda il fatturato.

Il peggio sembra invece passato per le industrie elettriche ed elettroniche nelle quali si registra una crescita della produzione del 3,3% rispetto al primo trimestre del 2013, molto meglio del dato nazionale (+0,1%).
Bene anche il fatturato totale del settore: +1,9%, con un ottimo +9,1% per quanto riguarda il mercato estero.
Meglio della media nazionale sia gli ordinativi italiani (+1,8%) e esteri (+7,7%) che il grado di utilizzo degli impianti, arrivato al 77,9%, una quota più elevata del dato medio italiano, fermo al 74,2%.

Prosegue la fase positiva per le industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto: la produzione è cresciuta dell’1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2013 (+2,9% il dato nazionale). Bene il fatturato (+2,2%) soprattutto sul versante del mercato estero (+3,7%). Crescono anche le aspettative degli imprenditori operanti nel settore.

Il settore delle altre industrie, ottenuto accorpando la fabbricazione della carta, la lavorazione della ceramica ed altre attività come riparazione, manutenzione ed installazione, ha confermato nei primi tre mesi del 2014 le difficoltà emerse negli ultimi trimestri. Lo testimonia l’ulteriore arretramento della produzione (‐0,7%), la stagnazione del fatturato, il calo degli ordinativi (‐0,5%) anche se si segnala un buon risultato sul fronte del mercato estero (+6,5%). Discreto il grado di utilizzo degli impianti (80,0) superiore alla media nazionale, ma risulta molto inferiore il numero delle settimane di produzione assicurata.

I consumi delle famiglie sono ancora fermi. E mantengono negativi i bilanci delle imprese commerciali anche nel primo trimestre del 2014.
L’indagine realizzata da Unioncamere Umbria su un campione di 180 imprese umbre operanti in Umbria è articolata in 3 macrosettori di attività: ipermercati, supermercati e grandi magazzini; commercio al dettaglio di prodotti alimentari e commercio al dettaglio di prodotti non alimentari.
Sensibile l’arretramento delle vendite (‐2%) rispetto al corrispondente periodo del 2013. Contrazioni significative del commercio al dettaglio dei prodotti alimentari (‐2,8%) e di quelli non alimentari (‐3,9%).
F
orte invece la crescita delle vendite nella grande distribuzione: +6,2%. I dati regionali possono essere meglio interpretati se si confrontano con quelli calcolati a livello nazionale il cui risultato complessivo registra una contrazione del 3,7%, mentre il Centro Italia accusa una perdita ancora più pesante (‐5,0%).
In particolare va rilevato come in ambito nazionale il segno negativo caratterizzi tutti e tre i settori in cui si articola il campione d’indagine compresa la grande distribuzione (‐1,6). Anche le segnalazioni qualitative
fornite dagli imprenditori intervistati sembrano confermare i deludenti risultati registrati nei primi tre mesi dell’anno: solo il 3% degli operatori indica un aumento delle vendite a fronte di un 39% che comunica una diminuzione.

Per quanto riguarda le previsioni rispetto al prossimo trimestre circa un quarto degli imprenditori interpellati si aspetta un incremento delle vendite, il 9,0% un calo ed il restante 67% una situazione di stabilità. Aspettative in linea con quelle raccolte a livello nazionale.
Leggera prevalenza delle aspettative di crescita negli ordinativi: il 22% del campione intervistato presume una evoluzione positiva evoluzione a fronte di un 10% che al contrario si aspetta una riduzione degli ordinativi. i più ottimisti sono gli operatori della grande distribuzione. 
L’88% delle imprese inserite nel campione d’indagine ritiene adeguata la dotazione delle proprie giacenze, il 7% la valuta esuberante e il 5% scarsa.

 Report Completo con tabelle esplicative-Indagine congiunturale Cruscotto statistico di Unioncamere Umbria – I trimestre 2014[1]

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