La mania di innovare, solo allo scopo di cambiare e non di migliorare, è tipica di una mentalità provinciale, esaltata da chi prospera sull’ innovazione fine a se stessa e che alla fine peggiora solamente le situazioni.
Se ne è accorto il Sindaco di Roma, anche se forse le responsabilità si annidano altrove, in chi della stazione Termini di Roma – tappa di moltissimi umbri che viaggiano sui treni da e verso la capitale -, è gestore.
Qui i viaggiatori sono assaltati da una moltitudine di delinquenti che approfittano della calca e della fretta dei passeggeri italiani e stranieri, con furti e vessazioni.
Negli anni passati in questa stazione, come in tante altre d’Italia, si poteva entrare solo se in possesso di un biglietto di viaggio valido e congruo, rispetto all’orario del treno.
C’era in molti posti un vigilante che si accertava che le regole fossero rispettate.
Poi tutto è sparito e sulle banchine delle stazioni è nata una giungla di illegalità
Ma ora sembra che il sale in zucca sia tornato ed alla stazione Termini di Roma arriveranno le barriere d’accesso ai binari per consentire l’ingresso solo a chi ha il biglietto.
Lo ha annunciato il sindaco di Roma Ignazio Marino al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza svolto nella sede della Polfer di Roma
«Abbiamo stabilito – ha spiegato il sindaco – che dovranno essere rimesse le barriere che c’erano fino alla fine degli anni ’70, inizio ’80 per l’accesso ai binari. In questo modo solo chi ha il biglietto può accedere ai treni».
C’è solo da augurarsi che le modalità delle barriere approfittino dell’enorme sviluppo che nel frattempo la tecnologia ha avuto e che questa non sia l’occasione di un’applicazione cieca di tipo burocratico e del pagamento di salate consulenze ad “innovatori” da strapazzo che magari la sciano le esigenze vere dell’utenza all’ultimo poso dei loro pensieri









