Come sempre succede in Italia, il momento critico sulle nuove norme di controllo degli impianti termici sarà quello interpretativo.
La norma regionale umbra, in attuazione delle normative europee e nazionali, prevede una nuova tempistica per il controllo di efficienza energetica per le caldaie, meglio conosciuto come controllo fumi o combustione.
Per gli impianti alimentati a gas, metano o gpl, di potenza inferiore o uguale a 100 kW, i più diffusi nelle nostre case, questo controllo non sarà più biennale, ma si dovrà fare ogni 4 anni; si passa da uno a due anni per gli impianti a combustibile liquido o solido”.
Già si discute se questi periodi decorrano dalla data dell’ultimo controllo in vigenza della vecchia normativa, da cui devono passare ad es. i 4 anni, oppure le novità abbiano applicazione dopo il primo controllo sotto la nuova normativa che però andrebbe effettuato alla scadenza prevista dalla vecchia.
Il provvedimento riguarda sia gli impianti di riscaldamento sia quelli per la climatizzazione estiva, come previsto dalle norme nazionali.
“Non cambia nulla – spiega l’assessore Rometti – per la frequenza dei controlli e della manutenzione che devono essere effettuati, da ditte abilitate, con la periodicità indicata dal fabbricante o dall’installatore nel libretto.
Un risparmio sicuro viene dai minori costi del “bollino”, il contributo previsto dalle norme nazionali che viene versato in occasione del controllo di efficienza energetica. “Per le normali caldaiette domestiche aventi potenza inferiore a 100 kW si pagheranno 15 euro ogni quattro anni: questo è il costo del singolo bollino – dice Rometti – che abbiamo fissato su tutto il territorio regionale, eliminando le disparità ora presenti”.
Cambia anche il regime delle ispezioni. “Chi è in regola e provvede ai controlli obbligatori dell’impianto non sarà soggetto ad ispezioni – spiega ancora l’assessore – Mentre finora si procedeva a campione, con le nuove disposizioni le ispezioni sono programmate in base a criteri che prevedono una maggiore attenzione verso impianti con anzianità superiore a 15 anni, impianti con potenza superiore a 100kW e impianti per i quali non sia pervenuto il rapporto di controllo di efficienza energetica o siano emersi elementi di criticità in fase di accertamento documentale”.
La Regione Umbria ha già avviato il percorso per la realizzazione del “Curit”, in cui confluiranno i catasti attualmente gestiti dai Comuni con più di 40mila abitanti (Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello) e dalle Province di Perugia e Terni.
È inoltre già predisposto in bozza un disegno di legge regionale per il miglioramento della prestazione energetica degli edifici e degli impianti di climatizzazione. Il testo si propone di definire, in maniera organica e completa, un quadro normativo di riferimento a livello regionale sia per l’efficienza e la certificazione energetica che per la gestione degli impianti termici.
“In attesa che venga emanata la nuova legge regionale – conclude Rometti – i suoi principi trovano una prima applicazione con queste disposizioni, con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici degli edifici e i livelli di emissione nell’aria di biossido di carbonio dagli impianti termici”.









